Published
6 mesi agoon
Catanzaro – Tre persone, rispettivamente referenti regionale, provinciale e cittadino del movimento di estrema destra Forza Nuova, sono state arrestate dalla Polizia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. I tre sono gravemente indiziati di propaganda, violenza e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro. Le accuse si riferiscono, in particolare, a un episodio avvenuto lo scorso marzo in una delle zone più frequentate della movida catanzarese, dove i tre avrebbero aggredito violentemente un cittadino straniero, senza alcun motivo apparente se non legato a motivazioni di tipo razzista.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione sarebbe avvenuta in modo premeditato e con modalità brutali, suscitando allarme tra i presenti. Le indagini, supportate da testimonianze, immagini di videosorveglianza e attività tecniche, hanno permesso di risalire all’identità degli aggressori, riconducibili alla struttura locale di Forza Nuova, movimento noto per le sue posizioni estremiste e xenofobe.
Le perquisizioni domiciliari eseguite contestualmente all’arresto hanno portato al sequestro di materiale di propaganda, documenti e dispositivi elettronici che, secondo gli inquirenti, rafforzano il quadro accusatorio. In particolare, sarebbero emersi contenuti che istigano all’odio razziale e alla violenza contro cittadini stranieri e minoranze.
La Procura ha sottolineato come il caso non sia isolato, ma si inserisca in un contesto più ampio di monitoraggio su attività eversive e discriminatorie da parte di movimenti radicali presenti sul territorio calabrese. “Si tratta di un segnale importante contro ogni forma di violenza motivata dall’odio razziale o politico,” ha commentato una fonte vicina all’inchiesta.
Gli arrestati sono ora ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia. L’indagine prosegue per verificare eventuali ulteriori responsabilità e legami con episodi simili avvenuti nella regione.
Nel frattempo, la notizia ha suscitato un’ondata di indignazione tra associazioni, istituzioni locali e semplici cittadini. Diverse sigle antifasciste hanno annunciato iniziative pubbliche nei prossimi giorni per ribadire il rifiuto della violenza e del razzismo in ogni sua forma.


