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2 anni agoon
Che sapore ha una punizione divina nella nostra epoca miscredente e spergiura come Don Giovanni? Lo scopriamo nello spettacolo di Arturo Cirillo, che adatta, dirige e interpreta il donnaiolo più celebre dell’Occidente.
Il Don Giovanni di Arturo Cirillo è adattato da Molière, Da Ponte e Mozart – il regista seleziona i sapori più intensi delle diverse versioni del protagonista e lo lascia a cuocere a fuoco lento, arrivando a ridurre la figura e la storia all’essenziale. Lo spettacolo è lineare ma, pur non rinunciando agli accenti estrosi della commedia, resta intenso.

Arturo Cirillo nei panni di Don Giovanni.
Lo spirito di questo adattamento si riflette anche nella scenografia, essenziale e pulita. Mai invadente, lo sfondo accompagna i protagonisti del gioco della seduzione e delle colpe con scale e statue moventi, passaggi segreti e labirinti nascosti.
Che le azioni che compie l’impenitente donnaiolo siano sbagliate è ribadito, in un crescendo disperato, nel corso dello spettacolo – dal fedele servo Sganarello, da Donna Elvira, dalla statua del Commendatore – ma nell’ostinato rifiuto di pentirsi gridato da Don Giovanni vibra tutta la forza vitale di questo protagonista che, oltre la commedia e la colpa, resta un uomo che non vuole piegarsi alle norme sociali del suo tempo.
Il prezzo della libertà e del libertinaggio di questo peccatore è l’inferno, prezzo che è rassegnato a pagare: non c’è altra scelta possibile, il suo è un destino tragico e ineluttabile – e questo, nell’adattamento di Cirillo, spogliato del superfluo, è ancora più evidente.

Il servo Sganarello, interpretato dall’eccellente Giacomo Vigentini.
Don Giovanni non è un eroe e non è esente da colpe, la sua discesa tra le fiamme infernali è inevitabile: ma quanta forza, in quella sua caduta! Quanta gioia nella vertigine di chi scherza con il cielo, di chi irride il potere e si fa gioco dei padri e delle convenzioni!
No, il pubblico non fa il tifo per il donnaiolo e nemmeno ride con lui; ride, invece, della sua disperazione, della sua fuga grottesca dalla morte, che è la nostra; ride del tragico ritratto dei mortali che, imbrigliati dalle regole della società, sono condannati all’infelicità in vita o all’inferno nella morte.
Don Giovanni va in scena al Teatro Mercadante di Napoli dal 15 al 27 ottobre 2024.
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