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Costume e Società

“Finalmente posso dirmi bravo”: La catarsi di Tiziano Ferro a Sanremo tra hit storiche e sogni in gara

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L’atmosfera che si respira al Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo è sempre carica di un’elettricità particolare, ma ci sono momenti in cui quella tensione si trasforma in pura celebrazione collettiva. È quello che è accaduto con il ritorno di Tiziano Ferro, un artista che non ha semplicemente calcato il palco come ospite, ma ha letteralmente “preso possesso” della scena per celebrare un traguardo che sembra incredibile anche a lui: 25 anni di carriera.

Il set proposto dal cantautore di Latina è stato un viaggio cronologico ed emotivo, un compendio di come la musica pop italiana sia cambiata e cresciuta insieme a lui. L’inizio è stato di quelli che tolgono il fiato: a cappella. Senza il supporto dell’orchestra, senza basi, solo la voce nuda e potente di Ferro che intona le prime note di Ti scatterò una foto. Un silenzio quasi sacrale ha avvolto la sala, permettendo a ogni singola sfumatura timbrica di arrivare dritta al cuore del pubblico, prima che il ritmo prendesse il sopravvento.

Da lì, è stata un’escalation di energia. Tiziano ha inanellato una sequenza di successi che hanno segnato la storia della discografia italiana degli ultimi due decenni: dalla profondità di La differenza tra me e te, alla carica travolgente di Lo stadio, fino ad arrivare alle radici del suo mito con Xdono.

Tiziano Ferro travolge l’Ariston, festa per i 25 anni di carriera

Il venticinquennale di Tiziano Ferro non è solo una ricorrenza anagrafica legata alla sua attività professionale; è il racconto di una metamorfosi. Vedere l’Ariston ballare sulle note di Xdono oggi ha un sapore diverso rispetto a quel 2001 in cui il brano sconvolse le classifiche. All’epoca, quel mix di R&B e pop era un’alieno nel panorama italiano; oggi è il DNA di un artista che ha saputo resistere al tempo.

Dopo la performance, il momento del dialogo con Carlo Conti ha svelato il lato più umano e grato del cantante. “Solo tu potevi farmi festeggiare così questo compleanno”, ha esordito Ferro, rivolgendosi al conduttore con una complicità che affonda le radici in un passato lontano. Tiziano non ha dimenticato i suoi inizi e ha voluto ricordare al pubblico presente e a quello a casa il ruolo cruciale che Conti ha avuto nel suo percorso:

“Questo signore 25 anni fa ha creduto in me, facendomi cantare per la prima volta questa canzone, Xdono, in una trasmissione televisiva, era Domenica In. In questo quarto di secolo è successo di tutto, mi è cambiata la vita, soprattutto grazie a queste persone qui.”

Con “queste persone”, Ferro indicava la platea e idealmente tutto il suo pubblico, sottolineando come il successo non sia un percorso solitario, ma un patto di fedeltà reciproca con chi ascolta. La gratitudine verso Conti è apparsa autentica, priva di formalismi da copione: il riconoscimento di un debito di riconoscenza verso chi, quando Tiziano era solo un ragazzo di Latina con un sogno “diverso” dai canoni dell’epoca, gli aprì le porte del grande pubblico.

Il senso di un percorso: da Xdono agli stadi

Conti, da padrone di casa esperto, ha subito rilanciato guardando al futuro prossimo dell’artista: “E ora torni negli stadi”. Un’affermazione che sancisce la dimensione ormai internazionale e “monumentale” di Ferro, capace di riempire gli spazi più grandi della musica dal vivo. Tuttavia, proprio questo accenno al futuro ha innescato uno degli scambi più divertenti e commentati della serata.

E scherza con Conti sul futuro: “Non torni a Sanremo se vengo in gara?

Il rapporto tra i grandi nomi della musica e la gara sanremese è sempre un tema delicato. Molti scelgono la via sicura dell’ospitata celebrativa, ma Tiziano Ferro, forse trascinato dall’adrenalina della serata, ha lanciato una provocazione che ha fatto sussultare i fan e la stampa in sala.

“Perché tu non torni a Sanremo?”, ha incalzato Tiziano rivolgendosi a Conti, riferendosi chiaramente al ruolo di Direttore Artistico e conduttore che Conti sta ricoprendo con la solita precisione chirurgica. La risposta di Conti è stata secca e ironica: “Io no”. Ma Ferro non si è fermato, alzando la posta con una domanda che ha il sapore della sfida e del desiderio di rimettersi in gioco: “E se vengo in gara?”.

L’ipotesi di un Tiziano Ferro concorrente, dopo 25 anni di successi e milioni di dischi venduti, sarebbe un terremoto mediatico per il Festival. Conti, con la sua consueta diplomazia mista a un pizzico di difesa del ruolo, si è schermito: “Magari fra qualche anno. Ora pensa agli stadi”. Un modo per dire che il posto di Ferro, in questo momento, è quello delle grandi arene, ma lasciando comunque aperta una porta che ha già iniziato a far sognare chi vorrebbe vedere i “big” assoluti tornare a competere sullo stesso piano degli emergenti.

La catarsi di “Sono un grande”

La performance non è stata solo una celebrazione del passato, ma anche una dichiarazione d’intenti per il presente. Il culmine emotivo è arrivato con la presentazione del nuovo brano, significativamente intitolato “Sono un grande”. Prima di cantare, Tiziano ha voluto spiegare la genesi e il peso di queste parole, che per molti potrebbero sembrare presuntuose, ma che per lui rappresentano una conquista terapeutica.

“Siamo di una generazione in cui non davano neanche il 10 a scuola”, ha spiegato l’artista, analizzando la rigidità educativa e sociale con cui è cresciuto. Un sistema in cui l’eccellenza era guardata con sospetto o punita con la severità. Ma il mondo sta cambiando:

“Ora invece le nuove generazioni stanno iniziando a celebrare la forza della propria unicità. E finalmente anche io posso dirmi bravo per quello che ho fatto e che non ho fatto, anche contro gli hater. Mi sono tolto la soddisfazione di dirmi e di dire a tutti: sono un grande.”

È un messaggio potente sulla salute mentale e sull’auto-accettazione. In un’epoca dominata dal giudizio costante dei social, Ferro ha rivendicato il diritto di essere orgoglioso del proprio percorso, incluse le cadute e le decisioni difficili. Il brano è diventato così un inno alla resilienza, un modo per chiudere i conti con i dubbi del passato e con chi ha cercato di sminuire il suo talento o la sua persona.

L’abbraccio di Laura Pausini

A suggellare una serata già carica di emozioni è intervenuta Laura Pausini. La cantante, legata a Tiziano da un’amicizia fraterna e da anni di collaborazioni iconiche, ha chiamato per lui l’ovazione di tutto il Teatro Ariston. Un gesto di profonda stima tra i due massimi esponenti del pop italiano nel mondo.

Ferro, visibilmente commosso dall’affetto della collega e del pubblico, non ha perso la voglia di scherzare, lanciando un’ultima suggestione che ha mandato in visibilio i social: “Il prossimo anno io e te insieme, se Carlo se ne va, vengo io”. Una battuta che, tra il serio e il faceto, disegna lo scenario di una possibile futura conduzione Ferro-Pausini, un binomio che per molti rappresenterebbe il “dream team” definitivo per la kermesse ligure.

In conclusione, il passaggio di Tiziano Ferro a Sanremo per i suoi 25 anni di carriera non è stata una semplice comparsata promozionale. È stata la chiusura di un cerchio iniziato su quel palco e in quegli studi televisivi un quarto di secolo fa, e l’apertura di un nuovo capitolo dove l’artista, finalmente consapevole della propria grandezza, guarda al futuro con la voglia di chi ha ancora molto da dire, sia negli stadi che, forse un giorno, di nuovo in gara.

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