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Costume e Società

Nuovi importi e ISEE aggiornato: come cambia l’Assegno Unico dal prossimo anno

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Con l’inizio del 2026 l’Assegno Unico subirà una serie di aggiornamenti che interesseranno la maggior parte delle famiglie italiane. Come ogni anno, gli importi saranno adeguati al tasso d’inflazione, ma la novità più rilevante riguarda l’innalzamento delle soglie ISEE, che permetterà a molti nuclei familiari di rientrare in fasce più favorevoli.

Rivalutazione degli importi e soglie ISEE più alte

La rivalutazione stabilita per il 2026 è pari all’1,4%. Pur trattandosi di un valore moderato, comporta comunque un incremento degli assegni mensili riconosciuti per ogni figlio.
La cifra massima destinata ai nuclei con ISEE più basso aumenta, così come il contributo minimo per chi presenta un reddito più elevato. L’aumento, pur non stravolgendone l’entità, riuscirà a garantire un leggero miglioramento del sostegno economico per tutte le categorie.

Oltre all’adeguamento degli importi, il Governo ha rivisto anche i limiti ISEE che determinano la fascia di contributo. L’aumento delle soglie fa sì che molte famiglie, pur mantenendo lo stesso reddito, possano ritrovarsi nel 2026 in un livello più vantaggioso.
Si tratta di una modifica che può incidere in modo significativo soprattutto sui nuclei che gravitano nella fascia bassa e medio–bassa dell’indicatore economico, avvicinandoli all’importo massimo previsto.

Confermate tutte le maggiorazioni per l’Assegno Unico

Restano attivi anche per il 2026 le maggiorazioni riconosciute in situazioni particolari, come: presenza di figli con disabilità, con importi rivisti al rialzo; famiglie numerose, con maggiorazioni dal terzo figlio in poi; madri con meno di 21 anni; nuclei in cui entrambi i genitori lavorano.

Anche in questo caso la rivalutazione annuale porta a un lieve aumento delle somme corrisposte, senza modificare i requisiti già previsti.

Per ottenere la cifra corretta già dalle prime mensilità del 2026 è indispensabile presentare il nuovo ISEE entro il 28 febbraio. In assenza dell’aggiornamento, da marzo l’INPS applicherà in automatico l’importo minimo, salvo poi riconoscere eventuali arretrati una volta ricevuta la documentazione.

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