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Sono partite l’11 ottobre le riprese de Il Topo di Gomma, il nuovo film scritto e diretto da Matteo Pilati, regista di Maschile Singolare e L’estate più calda.
Il progetto, prodotto da Rufus Film in collaborazione con OndaFilm e con il supporto del Comune di Pieve di Cento, sarà girato proprio nel paese in provincia di Bologna. Al centro della storia c’è un ritorno alle proprie radici che costringerà il protagonista a fare i conti con un passato familiare tutt’altro che semplice.
Il protagonista è Gabriele, un trentenne emiliano interpretato da Romano Reggiani. La sua vita cambia quando scopre di poter entrare in possesso dell’intera eredità di un lontano parente. Per ottenere quanto gli spetta, però, deve tornare nel paese d’origine e convincere il padre a firmare un documento con cui rinuncia alla propria parte dell’eredità.
Il tempo a disposizione è pochissimo. L’uomo, con il quale Gabriele non ha rapporti da anni, è infatti il principale sospettato di un brutale omicidio. Al centro dell’attenzione mediatica e con il rischio di essere arrestato da un momento all’altro, il padre rappresenta per Gabriele un ostacolo che va ben oltre la questione economica.
A interpretare il protagonista è il bolognese Romano Reggiani, già visto in Scuola di seduzione, Mare fuori e Lamborghini – The Man Behind the Legend.
Gabriele è un personaggio costretto a tornare fisicamente e simbolicamente nel luogo da cui aveva scelto di allontanarsi. Il confronto con il padre e con la comunità d’origine diventa così il centro di una storia che mescola tensione e momenti di commedia. Accanto a Reggiani, il film schiera un cast composto da diversi interpreti del cinema e della televisione italiana. Fanno parte del progetto Camilla Semino Favro, Alice Angelica, Eleonora Romandini, Francesco Cavallo ed Eduardo Valdarnini.
Tra i loro precedenti lavori figurano produzioni come Vostro onore, L’estate più calda, The White Lotus, La scuola cattolica, Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso, Maschile Singolare e Suburra – La serie.
Per Matteo Pilati il film rappresenta anche un ritorno personale alle proprie origini. Il regista, originario di San Pietro in Casale, nel Bolognese, torna infatti a lavorare nei luoghi in cui è cresciuto dopo aver ambientato i suoi precedenti film tra Roma e la costa meridionale della Sicilia. La scelta della provincia emiliana diventa così parte integrante del racconto e della dimensione familiare della storia.
Alla base del film c’è una riflessione sui meccanismi con cui le persone cercano di evitare una verità scomoda. Pilati descrive Il Topo di Gomma come una storia che mette al centro la tendenza a ingannare se stessi e a manipolare gli altri, nei rapporti familiari e personali ma anche nel contesto delle indagini giudiziarie. Il risultato sarà un dramma attraversato da toni da commedia agrodolce, nel quale il mistero dell’omicidio si intreccia con i conflitti irrisolti tra padre e figlio.
La fotografia è affidata a Yuri Santurri, mentre il montaggio sarà curato da Marco Signoretti. La scenografia è firmata da Marco Scarpa.
Le musiche originali sono invece composte da Marco Sabiu, con un particolare lavoro di rielaborazione dell’opera Risurrezione di Franco Alfano.
Con l’avvio delle riprese, Pieve di Cento diventa dunque il set di una storia che combina mistero, rapporti familiari e umorismo amaro, riportando Matteo Pilati nella sua Emilia per raccontare un ritorno alle origini tutt’altro che pacifico.
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