L’ultimo report ISTAT, “Storie di dati”, presenta delle cifre da capogiro: in Italia negli ultimi venticinque anni, quindi tra il 2000 e il 2025, i prezzi sono aumentati in media del 63%.
I numeri
In alcuni casi, come per le spese relative all’abitazione e alle utenze, per alcolici, tabacchi, nonché servizi finanziari e assicurativi, gli incrementi sono stati superiori al 100% – in altri casi, invece, i rincari sono stati inferiori al 30%, come nel caso dei servizi d’istruzione, per la sanità e per i beni industriali non energetici. Dai dati presenti nel report, si rileva chiaramente che i prezzi dei beni siano cresciuti di meno rispetto ai servizi: questo perché beneficiano in misura maggiore dei progressi della produttività del lavoro eell’esposizione alla concorrenza internazionale.
Dalla metà degli anni ’50 a oggi, i prezzi dei servizi sono aumentati di sessanta volte, quelli dei beni di “sole” – si fa per dire – trenta volte. Sempre dal report emerge con chiarezza anche come la dinamica dei prezzi abbia subito una brusca accelerazione tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, con tassi superiori al 20%. L’invasione russa dell’Ucraina ha poi innescato una crescita dei prezzi dell’energia superiore a quella delle crisi petrolifere degli anni settanta, sebbene l’impatto complessivo sia riusultato più contenuto in virtù della diversa durata degli aumenti e delle condizioni economiche generali.
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