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1 anno agoon
Mattarella ne è convinto: “I mercati aperti sono antidoto alle contrapposizioni e alla guerra. Fanno crescere la società in alternativa alle contrapposizioni”.
Mercati aperti e collaborazione commerciale significano interessi comuni che vengono coltivati, e ogni messaggio che induce alla collaborazione politica, economica e commerciale è un modo per rafforzare la pace.
Per questo, tutte le iniziative che richiedono collaborazione, anche economica e commerciale, oltre che a scambi culturali, sono preziose. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla televisione cinese CGTN, intervistato da He Yanke per il programma “Leaders Talk”.

Quello del presidente della Repubblica è un monito contro il protezionismo. “Il futuro richiede tanti Marco Polo in alternativa a chi invece predica la contrapposizione e pratica la guerra” dice Sergio Mattarella. È importante “abbattere le barriere” e avere un mercato più libero: fondamentale che la Cina faccia sentire la sua voce in Medio Oriente e si adoperi per mettere fine all’aggressione russa e che nel mondo si recuperi uno spirito di “concordia globale” per affrontare le sfide che l’umanità ha di fronte.
Ma occorre sempre considerare che c’è un veicolo essenziale per diffondere pace e stabilità: è quello della cultura, ricorda ancora Sergio Mattarella. “Può dare visione, dà visione, ed è il veicolo per la pace più forte, perché cerca di far comprendere quali sono le responsabilità, le esigenze“, dice il Capo dello Stato, “è importante quello che può fare la cultura“.
“Vi è un’esigenza crescente al mondo – e lo vediamo in questa stagione politica internazionale – di recuperare quello spirito in cui incontrarsi, dialogare, apprendere vicendevolmente, che è il modo per crescere tutti insieme”.
Mattarella ha visitato Pechino e Hangzhou, dove ha incontrato una rappresentanza della collettività italiana della circoscrizione consolare di Shanghai, per poi visitare la mostra della Biennale di Venezia dal titolo “The Perfect Path – Marco Polo’s heaven city“, all’Accademia Cinese di Belle Arti. Il presidente della Repubblica non ha mancato infine di recarsi al conservatorio della provincia di Zhejiang per assistere alla rappresentazione dell’opera lirica “Marco Polo”, eseguita dal Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Oggi a Canton dove è in programma, tra l’altro, l’omaggio alla tomba del gesuita Prospero Intorcetta e la partecipazione alla rappresentazione dell’atto II dell’opera lirica ‘Marco Polo’.
Il Capo dello Stato ha avuto parole di elogio per la mostra sul viaggiatore italiano organizzata a Pechino in occasione del 700 anniversario della sua scomparsa. E per il museo dove c’è un grande bassorilievo che raffigura la storia millenaria della Cina e dove spiccano le immagini di due italiani, Marco Polo e Matteo Ricci (“è un elemento che sottolinea l’amicizia tra Cina e Italia, è per me è stato motivo di orgoglio vederlo“).

Italia e Cina hanno – è tornato a sottolineare Mattarella – un rapporto straordinario, di profonda amicizia, “hanno fatto, in questi 70-75 anni, progressi straordinari di benessere e di avanzamento scientifico, tecnologico, sociale, perché hanno operato contando sull’apertura dei mercati, sull’apertura dei rapporti internazionali, non sul protezionismo, sulla chiusura, sulla contrapposizione“. Ogni messaggio “che induce alla collaborazione politica – rimarca il Capo dello Stato – in questa prospettiva, economica e commerciale, è un modo per rafforzare la pace“.
La pace – sottolinea ancora Mattarella – è la condizione necessaria perché il mondo sta affrontando sfide difficili. Che riguardano “il clima che sta cambiando“, la salute globale nel mondo, l’economia “in cui sovente grandi soggetti economici, che agiscono sul piano globale, sono svincolati dalla regola di qualunque Stato e non hanno regole“. Da qui l’importanza che si trovi sempre una convergenza. E si recuperi il dialogo.
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