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2 mesi agoon
Andrea Sempio è di nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. Dopo le indiscrezioni sui dati biostatistici della nuova perizia, l’uomo si dice amareggiato. Lo riferiscono persone a lui vicine, che lo hanno incontrato nelle ultime ore. Nonostante il disagio per la fuga di notizie, Sempio ribadisce la propria innocenza e si affida al lavoro dei suoi consulenti.
Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, precisano che le informazioni diffuse riguardano solo calcoli statistici. Non rappresentano una perizia completa. Sottolineano anche che il DNA trovato sotto le unghie di Chiara è un profilo misto. Per questo motivo non può identificare una persona in modo certo.
I legali insistono su due punti:
non esiste ancora una spiegazione sul momento in cui è avvenuto il contatto tra le due tracce biologiche;
i dati utilizzati provengono da analisi non consolidate, già giudicate inaffidabili nel processo d’appello bis a carico di Alberto Stasi.
Secondo la difesa, risultati che non si possono replicare non hanno valore scientifico.
I consulenti dei Poggi — coordinati dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna — condividono questa linea. Ritengono scorretto basare un’analisi biostatistica su profili genetici parziali, raccolti anni fa e mai confermati da test successivi. All’epoca, quegli stessi dati vennero considerati non idonei per una comparazione certa.
La famiglia non ha ancora ricevuto la relazione completa. È arrivata solo una comunicazione della gip Daniela Garlaschelli con l’invito a presentare osservazioni prima dell’udienza del 18 dicembre. La perizia definitiva della genetista Denise Albani sarà depositata entro il 5 dicembre.
Alcuni giornali hanno parlato di una “piena concordanza” tra l’aplotipo Y trovato su due unghie di Chiara e la linea paterna della famiglia Sempio. La compatibilità, secondo queste anticipazioni, restringerebbe il gruppo di riferimento ai parenti maschi.
Questa lettura contrasta con le conclusioni del professor Francesco De Stefano, che anni fa aveva giudicato lo stesso DNA non utilizzabile. Le nuove analisi, però, avrebbero individuato almeno dodici marcatori utili a definire un aplotipo parziale.
La stessa Albani, però, precisa che:
l’aplotipo Y identifica una linea familiare, non una singola persona;
i profili ottenuti restano incompleti;
la compatibilità non equivale a un’identificazione certa.
Il punto decisivo riguarda l’origine del DNA. Gli esperti dovranno chiarire se il contatto sia avvenuto durante l’aggressione oppure in un momento precedente, legato alle frequentazioni di Sempio nella casa dei Poggi. La risposta a questo interrogativo sarà decisiva.
Gli investigatori interpretano i nuovi calcoli come un forte indizio di compatibilità con la linea maschile dei Sempio. Escludono invece un collegamento con Stasi o con gli altri giovani che all’epoca fornirono il proprio DNA.
La perita Albani depositerà la relazione completa il 5 dicembre. Il 18 dicembre le parti discuteranno in aula la solidità di questi risultati. Solo allora si capirà se la compatibilità statistica potrà avere un reale peso nell’indagine o se resterà un dato insufficiente per attribuire responsabilità.
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