Connect with us

Costume e Società

Sanremo celebra la storia: l’omaggio di Carlo Conti alla libertà e a Gianna Pratesi

Published

on

Il Festival di Sanremo si conferma non solo come una kermesse canora, ma come un palcoscenico capace di farsi memoria storica collettiva. In un’edizione che intreccia il destino della musica a quello delle istituzioni, il conduttore Carlo Conti ha voluto dedicare un momento di profonda riflessione al valore della democrazia, introducendo quella che lui stesso ha definito l’ospite d’onore della manifestazione.

Conti: ‘Applaudite gli uomini e alle donne che hanno perso la vita per la nostra libertà’

L’apertura di questo spazio celebrativo è stata segnata da un discorso carico di solennità. Carlo Conti ha voluto ricordare al pubblico e ai telespettatori il legame profondo che unisce la storia del Festival a quella del Paese. “Sanremo ha 76 anni, la nostra Repubblica ne ha 80”, ha esordito il conduttore, sottolineando come la libertà di cui godiamo oggi sia il frutto di sacrifici estremi compiuti dalle generazioni passate.

Il richiamo di Conti è stato un invito diretto alla platea dell’Ariston e all’intero Paese a non dimenticare le radici dei propri diritti: “Fatelo un applauso per gli uomini e alle donne che hanno perso la vita, i nostri nonni, i nostri bisnonni, i nostri genitori, che hanno perso la vita per noi, per la nostra libertà, per darci questa Repubblica che ci permette di essere liberi”.

In questo contesto di gratitudine verso il passato, Conti ha rievocato una data spartiacque per la storia d’Italia: quel 2 giugno del 1946 in cui il popolo fu chiamato a scegliere la forma dello Stato. È stato un momento fondamentale anche per l’emancipazione civile, poiché per la prima volta andarono a votare anche le donne. Ed è proprio per dare un volto e una voce a quel momento che è stata invitata la signora Gianna Pratesi.

Sanremo Gianna Pratesi che nel 1946 votò per la Repubblica

Accompagnata dai due figli, Alessandro e Marco, Gianna Pratesi ha fatto il suo ingresso sul palco dell’Ariston, reagendo con un misto di meraviglia e candore alla grandiosità della scena. “Quanta gente!”, è stata la sua prima esclamazione, stupita dal calore del pubblico. Con i suoi 105 anni compiuti – e il prossimo compleanno ormai alle porte, il 16 di marzo – la signora Pratesi rappresenta una testimone vivente del secolo scorso.

Il dialogo con Carlo Conti ha rivelato i dettagli di una vita piena e lucida. Gianna non è arrivata a mani vuote: ha portato in regalo al conduttore un quadro, svelando con orgoglio la sua identità artistica: “Sono una pittrice sa?”. Oltre alla pittura, la signora ha ricordato con gioia la sua giovinezza trascorsa a Chiavari, definita “una bella città”, dove si dedicava al nuoto. Ha raccontato con entusiasmo di una gara in cui, pur essendo giovanissima e priva di un allenatore, riuscì ad arrivare terza gareggiando contro atlete esperte. Un traguardo che conserva ancora oggi un valore speciale: “Mio figlio ha anche la medaglia”, ha aggiunto.

Sollecitata da Conti sulla sua scelta politica in quel fatidico 1946, Gianna non ha avuto esitazioni nel ricordare per cosa votò nel referendum tra Monarchia e Repubblica: “Repubblica, tutti in famiglia eravamo di sinistra”. La sua presenza a Sanremo è stata anche l’occasione per parlare delle sue passioni musicali. La signora ama il pianoforte e apprezza i grandi classici: dai brani di Ornella Vanoni a “24.000 baci” di Adriano Celentano – che ha accennato canticchiandola sul palco – fino a “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri.

Infine, Gianna Pratesi ha condiviso con il pubblico le sue abitudini quotidiane e il suo “segreto” per una vita così longeva. Sebbene affermi di non conoscere una formula magica, ha ricordato con affetto la sua “gioventù bella” e una “famiglia d’oro”. Ha menzionato l’importanza di un ambiente sereno, anche a tavola: “Non dovevo mangiare una cosa per forza se non mi piaceva, me la cambiavano”. La sua vitalità intellettuale è rimasta intatta, come dimostra la sua routine informativa: “Io leggo il giornale tutte le mattine. La Gazzetta dello Sport, poi il Venerdì, e Il Secolo XIX”. Una dichiarazione, quest’ultima, che ha scatenato l’applauso convinto della sala stampa, rendendo omaggio a una donna che ha attraversato la storia d’Italia con il sorriso e la libertà nel cuore.

Potrebbe interessarti anche:

Sanremo, l’Ariston celebra Peppe Vessicchio: standing ovation e il tributo ai grandi della TV

Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Direttore responsabile: Maurizio Cerbone Registrazione al Tribunale di Napoli n.80 del 2009 Editore: Komunitas S.r.l.s. - P.IVA 08189981213 ROC N° 26156 del 25 gennaio 2016