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Schiaffi, strattoni e percosse ai bambini sotto i tre anni: arrestata la direttrice 55enne di un asilo nido privato di Monza. Le violenze sarebbero state documentate dalle telecamere installate dai carabinieri dopo le denunce dei genitori.

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Un asilo nido trasformato, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in un luogo di paura per bambini di meno di tre anni. A Monza, i carabinieri hanno arrestato la direttrice di una struttura privata, una donna di 55 anni residente a Villasanta, accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti dei piccoli affidati alla sua custodia.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Monza, è partita dopo alcune denunce presentate dai genitori. A insospettire le famiglie sarebbero stati alcuni cambiamenti nel comportamento dei figli: improvvisa irrequietezza, difficoltà durante l’ingresso all’asilo, disturbi notturni e la comparsa di piccoli lividi ed ecchimosi, inizialmente giustificati dalla direttrice come incidenti durante il gioco.

Dopo essersi confrontati, i genitori hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. I carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Monza hanno quindi avviato gli accertamenti, installando nella struttura telecamere e microfoni con l’autorizzazione della Procura.

Le registrazioni avrebbero documentato ripetuti episodi di aggressività. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe colpito i bambini per motivi banali, strattonandoli, sollevandoli con forza per le braccia e trascinandoli sul pavimento, fino a farli cadere.

Tra gli episodi contestati, quello del pomeriggio del 26 ottobre, quando la direttrice avrebbe aggredito due bambine che avevano fatto uscire alcune palline di plastica da una vasca dei giochi. Dopo averle rimproverate, avrebbe colpito una delle piccole al volto con uno schiaffo, facendola cadere all’indietro. Successivamente avrebbe strattonato l’altra bambina e lanciato ripetutamente le palline sulla testa di entrambe.

L’intervento dei carabinieri è scattato il giorno successivo, il 27 ottobre, con l’arresto in flagranza differita della 55enne. La donna gestiva da sola il nido, senza altri collaboratori.

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Le indagini hanno così portato alla luce una vicenda che ha profondamente scosso le famiglie coinvolte e riacceso l’attenzione sulla tutela dei bambini più piccoli, particolarmente vulnerabili perché ancora incapaci di raccontare autonomamente quanto accade loro.

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