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Send Help // RECENSIONE

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Non è molto sottile la satira che, tagliente come un coltello, attraversa Send Help, il nuovo horror (che però parte come una commedia) di Sam Raimi. Send help non è un brutto film, ma non sono affatto sicura di aver gradito il messaggio lanciato dal regista.

Send Help: di cosa parla?

Linda Liddle, dell’ufficio strategia e pianificazione, è una donna che – come d’altro canto molti dei suoi colleghi già fanno – potremmo definire sfigata: ingolfata da brutti maglioncini, con dei capelli spesso unti e accompagnata da un penetrante odore di tonno, non attira la simpatia delle persone con cui condivde l’ufficio, che però non si fanno scrupoli a sfruttarla, e nemmeno del suo nuovo capo, Bradley.

Linda, però, sopporta tutto: il padre di Bradley, che si appoggiava molto a lei e che la definiva come “un mulo da soma”, poco prima di morire le aveva infatti promesso una promozione – promessa che però il figlio non sembra intenzionato affatto a mantenere, preferendo a Linda il suo amico Donovan.

Quando però il team vola perraggiungere Bangkok, accade l’impensabile: l’aereo su cui volano precipita su un’isola deserta e gli unici sopravvissuti sono proprio Bradley e Linda. Sull’isola le cose cambiano: la donna, infatti, sa pescare, cacciare e conosce, a differenza di Bradley, i principi della sopravvivenza… adesso è lei il capo.

Linda aderisce ai valori di chi è al potere: è davvero satira?

L’idea di Send Help di fare un’analisi sulle differenze di classe e di potere in chiave horror era decisamente intrigante, ma, al netto del ritmo incalzante e delle buone performance attoriali dei protagonisti, non è stato del tutto convincente.

Anche mettendo da parte la scarsa veridicità della vicendaper citare un esempio, Bradley guarisce da una ferita seria in pochissimi giorni e senza supporto medico – e sorvolando sul fatto che spesso il regista preme spesso sull’acceleratore del disgusto più che sull’orrore, la conclusione a cui si arriva non è molto piacevole: l’inversione di potere non solo trasforma Linda, decisa a sopravvivere ad ogni costo, in un mostro, ma, nel finale ATTENZIONE SPOILER rende chiaro ciò che i colleghi della donna le avevano reso noto sin dall’inizio: lei non andava bene così com’era; l’unico modo per sopravvivere nel mondo è quello di adattarsi, accumulare ricchezza e trasformarsi in una donna bella e mortale.

Cosa ci racconta questa storia? Tra un conato di vomito e l’altro, qualche scena splatter e personaggi tutti insopportabili, Raimi ci spiega che, per vincere al gioco della vita, dobbiamo essere spietati. Avanguardia pura, per dirla con una celebre citazione cinematografica.

Send Help: vale la pena vederlo?

Vale la pena vedere Send Help? Dipende da cosa state cercando: sicuramente intrattiene e di certo si lascia guardare con un certo, perverso piacere.

Ma, se pensate che la satira sociale debba essere sovversiva invece che rassicurante nei confronti dello status quo del potere, forse non è il film che fa per voi.

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