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Un municipio di Roma ha promosso un’iniziativa per obbligare le donne ad ascoltare il battito del feto prima dell’aborto

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Il presidente del VI municipio di Roma, Nicola Franco di FdI, ha proposto una misura che obbligherebbe le donne a ascoltare il battito del feto prima di procedere con l’aborto. La proposta, avanzata circa un mese fa, è stata resa pubblica attraverso una petizione su Facebook il 13 ottobre scorso.

Ascoltare il battito del feto prima dell’aborto

La petizione, denominata “Un cuore che Batte” e promossa dall’associazione “Ora et labora“, mira a modificare la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, in particolare l’art. 14 della Legge 194 del 22 maggio 1978. La proposta suggerisce che i medici che conducono la visita per l’aborto siano obbligati a mostrare alla donna i risultati degli esami strumentali, permettendole di ascoltare il battito cardiaco del nascituro.

La proposta ha suscitato reazioni immediate da parte dei partiti di opposizione: Enzo Foschi (PD), l’ha definita “una vergogna”. Il VI Municipio ha risposto sostenendo di aver solo aderito all’invito di un consigliere capitolino di FdI e difendendo l’iniziativa come un sostegno alla vita e alla maternità. La controversia ha generato anche un dibattito sulla censura e sulla comunicazione istituzionale, con il senatore di FdI Andrea De Priamo intervenuto nella discussione.

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