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Atti umani // RECENSIONE

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atti umani

Qual è il peso di un libro? Non lo si può certo ridurre al quello della carta che lo compone. Le parole valgono più dell’inchiostro con cui sono scritte – il loro peso dipende dalla forza di gravità della storia su cui si posano.

Atti Umani è una storia basata su fatti realmente accaduti. Questo romanzo tanto breve quanto denso racconta una vicenda di cui si parla davvero poco in Occidente, il massacro di Gwangju – la repressione violentissima e sanguinaria di una rivolta popolare contro la dittatura di Chun Doo-hwan avvenuta nel 1980 nella quale morirono tantissime persone, soprattutto studenti giovanissimi.

Han Kang, in questo romanzo, parla di una ferita ancora aperta nella Storia della Corea, una ferita che, forse, non si rimarginerà mai del tutto. Chi lo inizia è avvisato: sarà difficile superare indenne la lettura di Atti Umani.

Atti umani: di cosa parla?

“Che cos’è l’umanità?”

Il romanzo è diviso in sette capitoli e, sebbene l’autrice usi qualche espediente fantastico, questo non rende meno opprimente la narrazione. Atti Umani è un racconto a più voci che gravitano intorno al terribile massacro – gli sguardi dei vivi e dei morti si spostano tra presente, passato e futuro, ma poi ritornano sempre all’orrore, alle torture, alle pile di cadaveri.

Anche chi è sopravvissuto alle violenze non abbandona mai davvero i giorni del massacro e torna sempre a quei giorni: spezzati e derubati del futuro, i superstiti non sembrano invero più vivi dei morti.

Han Kang, che ha vissuto fino al 1979 proprio a Gwangju, restituisce un ritratto impietoso di un Paese che noi Occidentali siamo abituati a collegare solo a fenomeni pop e cinematografici ma che, in verità, nasconde una storia recente oscura, violenta e terribile.

Un libro crudo non adatto a tutti

Questo è un libro estremamente crudo, violentissimo e non adatto a tutti. L’autrice descrive nel dettaglio l’atrocità della guerriglia, ma anche delle torture, delle violenze – anche sessuali – e delle conseguenze fisiche e mentali con cui i sopravvissuti dovranno imparare a convivere per tutta la vita.

Quando ci si appresta a leggere Atti Umani si deve avere bene in mente ciò a cui ci si sta sottoponendo: si tratta di un’esperienza forte e la mole ridotta del romanzo non deve trarre in inganno. Anche i lettori più smaliziati saranno costretti a fermarsi di tanto in tanto.

L’autrice, della cui bravura avevo già avuto un assaggio ne La Vegetariana, è stata capace di condensare in poche, vividissime pagine tutto l’orrore del massacro. Atti Umani è una storia scritta col sangue di vittime reali e innocenti e la sensazione, mentre si legge, è quella di annegare in questo mare rosso, in questa marea di cadaveri in decomposizione, e di soffocare in un quest’assenza pressoché totale di umanità.

Atti umani: perché leggerlo?

1. Han Kang è bravissima nel descrivere vividamente l’orrore del massacro di Guangju;

2. Il romanzo è molto efficace, anche attraverso l’uso di tanti punti di vista diversi, nel mostrare le conseguenze a lungo termine delle torture e delle violenze;

3. La penna dell’autrice è sempre raffinata: è un piacere leggerla.

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