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Cronaca

Allarme Cobret: l’“eroina dei poveri” dilaga tra i giovani, è emergenza sanitaria

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Una nuova droga a basso costo sta creando un’emergenza silenziosa ma devastante: si chiama Cobret, è conosciuta come “l’eroina dei poveri” o “la droga degli scarti” e sta conquistando rapidamente terreno tra i giovanissimi, alimentando una crisi sanitaria che preoccupa medici, scuole e forze dell’ordine.

Il Cobret si presenta sotto forma di palline marroni o giallastre, simili nello sguardo distratto a zucchero di canna. È in realtà un residuo del processo di raffinazione dell’eroina, con un contenuto di principi attivi che può arrivare fino al 25%. Nonostante venga spacciata come una sostanza “soft”, il Cobret conserva un potenziale di dipendenza e danni neurologici gravissimo, specie tra i giovani consumatori privi di consapevolezza sui reali effetti della sostanza.

Una droga che inganna

A rendere il Cobret particolarmente insidioso è il metodo di assunzione: si riscalda su carta argentata e si inala il fumo attraverso una cannuccia. Questa modalità – che evita l’uso di aghi – genera l’illusione che sia meno pericolosa dell’eroina tradizionale, mentre in realtà rappresenta solo una diversa forma di consumo, non certo più sicura. In alcuni casi, viene persino mescolata con tabacco o hashish e fumata in uno spinello, aumentando ulteriormente i rischi.

Secondo alcuni esperti, il nome Cobret deriverebbe dal movimento serpentino del fumo che si sprigiona durante l’assunzione, simile a quello di un cobra.

Prezzo basso, danni altissimi

Dietro il boom del Cobret c’è una strategia di marketing ben precisa da parte della criminalità organizzata: il prezzo estremamente contenuto – tra i 10 e i 25 euro a dose – lo rende facilmente accessibile a studenti, giovanissimi e persone con poche disponibilità economiche. Spacciato come un’alternativa “sicura” o “leggera”, viene distribuito con estrema facilità nei parchi, davanti alle scuole, nei centri urbani.

Le organizzazioni criminali sfruttano l’ignoranza e la vulnerabilità delle nuove generazioni per alimentare un mercato redditizio e difficile da controllare.

Le autorità: “È una nuova emergenza”

Le autorità sanitarie stanno lanciando appelli urgenti: il Cobret è una minaccia reale, troppo sottovalutata. In molte regioni italiane si segnalano casi di overdose, dipendenze precoci, danni neurologici irreversibili e persino morti sospette riconducibili a questa sostanza. Alcuni enti locali stanno avviando campagne di informazione nelle scuole, ma il fenomeno si muove più veloce della prevenzione.

Il Cobret, spiegano i medici delle dipendenze, ha un forte potere assuefacente, ma viene spesso provato con leggerezza, perché non porta immediatamente i segni fisici tipici dell’eroina iniettata. «È un inganno pericolosissimo», avverte il dott. Matteo Bianchi, tossicologo in un centro di recupero nel Nord Italia. «Si inizia per curiosità, si finisce in dipendenza prima ancora di rendersene conto».

L’appello alla politica

Esperti, operatori sociali e associazioni chiedono con urgenza una risposta istituzionale forte: maggiore informazione, fondi per la prevenzione, controlli sul territorio e un coordinamento nazionale per affrontare il fenomeno. Ma soprattutto, serve un cambio di mentalità: riconoscere che la droga oggi non ha più i volti stereotipati del passato. Colpisce ovunque, anche nelle periferie meno sospette, anche in mezzo ai banchi di scuola.

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