Incommentabili, secondo il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – già al centro delle polemiche i giorni scorsi – le parole pronunciate ieri dal Ministro Carlo Nordio, che ha definitoil sistema creato dalle correnti della magistratura come “paramafioso”.
Nordio e di Matteo
Il Guardiasigilli però rivela che quelle non sono parole sue: “Non è mica mio” dice “quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano.”
Ma Nino di Matteo non ci sta e replica: “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino“.
E mentre in pochi spiegano, a livello tecnico, cosa significhi votare per il sì e per il no, i cittadini vengono lasciati ancora una volta in balia delle tifoserie. Ancora una volta il referendum si trasforma in un fatto di pancia, più che in un momento di riflessione.
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