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1 anno agoon
È finalmente arrivato al cinema il tanto vituperato adattamento live action dell’amatissimo – e diciamolo: demodé – classico Disney Biancaneve. Entrati in sala ci si chiede una sola cosa: le tante polemiche che hanno accompagnato questa sfortunata pellicola hanno raion d’essere? La risposta, che arriva già alla fine del primo tempo, è molto semplice: no.
Nonostante gli opinabili commenti letti online, infatti, possiamo dire che di woke questo film abbia poco e niente – sempre che non si considerino woke i pochi attori non caucasici presenti nel cast. Biancaneve non è molto più indipendente di prima (viene salvata almeno un paio di volte) e, pur essendo un personaggio relativamente più attivo della principessa degli anni ’30, resta comunque un archetipo volto a rappresentare la gentilezza.
E gentilezza è la parola chiave di questo live action: tutta la storia – che sì, si discosta lievemente dal passato, ma nemmeno così tanto – vuole raccontare una verità tanto semplice quanto, ahinoi, fuorimoda: è ancora possibile essere gentili. In un mondo sempre più crudele, questa Biancaneve ha tentato di insegnare ai bambini (e di ricordare ai loro accompagnatori) che un gesto tenero e una mano tesa possono davvero salvare un Regno.
Purtroppo, dai risultati al botteghino e dalla media delle recensioni pare proprio che la povera principessa abbia miseramente fallito – anche se, probabilmente, la colpa di questo capitombolo è più negli adulti che non accettano di non essere il target di riferimento del film che in un effettiva scarsa qualità della pellicola. Non si tratta di un film perfetto, tutt’altro, e sicuramente è un po’ stucchevole, ma i nani sono stati inseriti, l’interesse amoroso pure, persino il tanto criticato bacio: quello che manca nella pellicola è, piuttosto, un po’ di coraggio.
Al netto di tutto questo, anche se agli adulti questa Biancaneve non piace i bambini in sal si sono emozionati davanti alla foresta, alla miniera e alla strega, hanno tifato per la principessa buona e cantato insieme ai nani. Il film è per loro, e, forse, le loro risate sono l’unico risultato che conta.
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