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Cronaca

“Sì, l’ho chiamato genocidio”: Biden non rinnega le proprie parole

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“Il vostro bilancio familiare, la vostra possibilità di fare il pieno, non dovrebbe dipendere dal fatto che un dittatore dichiara guerra e commette un genocidio dall’altra parte del mondo.”

Queste le parole pronunciate da Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, durante un discorso in Iowa. Biden, che nelle scorse settimane aveva definito il leader russo anche “criminale” e “macellaio”, accusa per la prima volta Vladimir Putin di genocidio.

“Sì, ho parlato di genocidio: è quello che sembra a me”

Nei giorni scorsi il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan aveva, al contrario, dichiarato che “vediamo crimini di guerra, vediamo atrocità, ma ancora non vediamo un livello sistematico di deprivazione della vita del popolo ucraino che arriva al livello del genocidio”. Il consigliere aveva dichiarato anche che l’etichetta del “genocidio” non fosse così rilevante, perché la Russia si sarebbe macchiata di “azioni crudeli e criminali alle quali bisogna rispondere in modo deciso.”

Quest’oggi Biden, interpellato dai giornalisti, non si è rimangiato le parole pronunciate in Iowa: “Sì, ho parlato di genocidio” ha infatti dichiarato “perché è sempre più chiaro che

Putin sta cercando di cancellare l’idea di essere ucraini.

“Lasceremo agli avvocati decidere come qualificarlo a livello internazionale” prosegue il presidente USA “ma di sicuro questo è quello che sembra a me”.

Le reazioni

Diverse sono state le reazioni scatenate dalle parole di Joe Biden. Se da un lato Volodymyr Zelensky plaude al discorso di Biden, definendo le sue come “parole vere da un vero leader”, non altrettanto entusiasta è il presidente francese Macron, che prende le distanze da ciò che ha affermato Biden. Sebbene l’esercito russo abbia, secondo Macron, effettivamente “commesso crimini di guerra, un’escalation verbale non contribuisce all’obiettivo di fermare il conflitto”.

Dello stesso avviso è anche la Cina: Pechino ha infatti dichiarato, per voce del Ministro degli Esteri, Zhao Lijian, che “qualsiasi sforzo della comunità internazionale dovrebbe raffreddare la tensione, non aumentarla, e dovrebbe spingere per una soluzione diplomatica, non aggravare ulteriormente gli scenari”.

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