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Educazione finanziaria: gli italiani restano indietro

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Educazione finanziaria: oltre un italiano su dieci, il 12%, è del tutto “analfabeta” su finanza e assicurazioni e solo il 40% raggiunge la sufficienza. La maggioranza finisce bocciata, alla luce dell’Edufin Index realizzato da Alleanza Assicurazioni, Compagnia di Generali Italia, insieme a Fondazione Mario Gasbarri e Sda Bocconi.

Educazione finanziaria: livello insufficiente

Il livello di conoscenza finanziaria e assicurativa è ancora insufficiente, e in media pari a 56 in una scala da zero a cento. Le maggiori difficoltà vengono incontrate dalle donne, con risultati inferiori rispetto agli uomini di cinque punti,  dagli abitanti del Sud e dalla fascia d’età tra 18 e 25 anni.

L’educazione finanziaria e assicurativa incide in maniera determinante sul benessere e l’equità sociale del Paese”, ha dichiarato il ceo di Alleanza Assicurazioni e country chief marketing & product officer di Generali Italia, Davide Passero, che ha chiamato a “un’azione corale da parte di operatori privati, istituzioni e associazioni“.

Solo il 40% raggiunge la sufficienza in materia

È grigio dunque anche quest’anno il quadro che emerge dall’edizione 2024 di Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi dei nostri connazionali realizzato da Alleanza Assicurazioni. L’indagine ha infatti portato alla luce le conoscenze della popolazione, intervistando quattromila persone, e il livello medio dell’indice si è attestato per il secondo anno consecutivo a 56 su 100.

L’Osservatorio certifica inoltre anche un lieve peggioramento contestuale del dato che valuta il comportamento nell’ambito di investimenti e scelte finanziarie. L’eccezionalità del contesto macroeconomico dello scorso anno, con tassi e mutui in costante aumento, aveva infatti attirato l’attenzione dei media su questo tema e reso prioritario per i cittadini rimanere informati e occuparsi delle proprie finanze per evitare il rischio di trovarsi in situazioni di incertezza, se non di imprevista fragilità economica. 

Si conferma un gender gap di cinque punti e un gap geografico tra Nord e Sud di quattro

Anche quest’anno i risultati migliori si registrano tra gli uomini, tra chi ha 45-64 anni e tra i residenti al Nord-Est. Si conferma anche un pesante gender gap, intorno a 5 punti, con gli uomini a quota 58 e le donne a quota 53, oltre a un gap geografico tra Nord e Sud di circa 4 punti. Per le donne, in particolare, il ridotto interesse verso l’argomento e la bassa propensione a informarsi rimangono fattori chiave che contribuiscono alla loro minore alfabetizzazione finanziaria e assicurativa. Tuttavia, l’indagine evidenzia che quando queste sono single e si trovano in una condizione di necessaria autonomia nella gestione delle proprie finanze, raggiungono i medesimi risultati Edufin degli uomini.

Al contrario, quelle in coppia tendono a perdere autonomia decisionale. Inoltre, anche quando sono le principali percettrici di reddito all’interno della coppia e possiedono un alto livello di alfabetizzazione finanziaria, sono portate a condividere le principali scelte economiche con il partner. In questo contesto, il Rapporto mette in luce il cruciale contributo delle consulenti per avvicinare le donne ai temi finanziari e assicurativi, promuovendo così l’empowerment finanziario femminile: “le consulenti donne sono infatti considerate da tutti almeno pari o meglio dei colleghi uomini sia per preparazione tecnico-finanziaria sia per approccio relazionale”, si legge.

Aumenta il generation gap

Altro segnale preoccupante emerso negli ultimi dodici mesi è l’aumento del generation gap che vede i giovanissimi (18-24) con punteggi di circa 7 punti inferiori a quelli degli adulti (35-64). Tuttavia, rispetto alle precedenti generazioni, la Gen Z mostra di avere un più alto livello di socializzazione finanziaria, l’indicatore che racconta come si acquisiscono e sviluppano valori, conoscenze e comportamenti finanziari in famiglia (5 punti in più rispetto ai Baby Boomers). In particolare, rispetto al passato, oggi i genitori dedicano più tempo all’insegnamento finanziario verso i figli. Inoltre, i giovani cominciano a gestire prima il denaro, nonostante la maggior parte lo riceva solo nel momento del bisogno. E tra i Gen Z si riduce il gender gap rispetto alle precedenti generazioni, anche se rimane ancora bassa la percentuale di ragazze che riceve la paghetta regolarmente (20% contro il 16% delle ragazze Baby Boomers).

Concludendo con le dichiarazioni di Passero: “solo cittadini adeguatamente preparati sono in condizione di compiere scelte consapevoli e informate, non influenzate dall’emotività”. Per questo l’esperto ha esortato a “un’azione corale da parte di operatori privati, istituzioni e associazioni con l’obiettivo di migliorare l’attuale livello di conoscenza della popolazione”.

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