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3 anni agoon
Che gli italiani non fossero un popolo di lettori lo sapevamo – eppure, ogni anno, il Belpaese legge sempre di meno. Il 2022, secondo i dati ISTAT, è stato un anno nerissimo per la lettura: c’è stato infatti un ulteriore calo rispetto all’anno precedente.
Le cifre di cui stiamo parlando sono veramente basse: sono meno di 4 su 10, infatti, gli italiani che hanno letto almeno un libro in un anno. Di questi, solo il 44% ha letto tre libri, mentre i cosiddetti lettori forti – ovvero quelli che leggono almeno un libro al mese, 12 l’anno o più – sono il 16,3%.
Si tratta dei numeri più bassi rilevati da 25 anni e i risultati peggiori sono ottenuti dal sud, dove meno del 28% delle persone ha letto almeno un libro – al centro il 42,4%, nel Nord-Est il 42,4%, Nel Nord-Ovest il 45,8% e nel Centro nord si arriva invece al 46,3%. Le città metropolitane, inoltre, raggiungono numeri molto migliori – 47,8% – rispetto ai piccoli comuni.
Ma chi sono questi pochi lettori? La maggior parte di loro sono giovani e giovanissimi (11-24 anni, con un picco tra gli 11 e i 14) e di genere femminile. Le ragazze tra i 20 e i 24 anni sono anche quelle che, in assoluto, usano di più la rete per procurarsi ebook da leggere, con una percentuale che si attesta intorno al 31%.
Tra gli over-25, invece, la discriminante maggiore è il livello di istruzione: mentre il 68,9% dei laureati ha letto almeno un libro, la percentuale scende a 43,2% dei diplomati e al 17,1% per chi possiede la licenza media.
Le cose cambiano se invece consideriamo i quotidiani e le riviste: in questo caso, l’utente medio è invece un uomo di oltre 45 anni.
Mentre il 2021 è stato un anno estremamente positivo per l’editoria italiana, nel 2022 c’è stata una contrazione dell’1,9% rispetto all’anno precedente e per questo si teme per la tenuta del mercato – mentre le attività culturali praticate fuori casa hanno vissuto un vero e proprio boom, passata la pandemia si teme che la lettura venga messa da parte in favore di altri passatempi.
E sebbene i numeri, in totale, siano comunque buoni (oltre 70mila copie vendute e un mercato che vale 3,429 miliardi di euro) in realtà permangono numerose criticità. Si riducono anche le tirature: sul mercato vengono immessi moltissimi titoli, ma a piccola tiratura – siamo calati dalle 5.800 copie degli anni ‘90 alle 2.100 copie.
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