Il governo Meloni ufficializza una riforma dell’Irpef, la quale, dopo diversi tentennamenti, sposta l’attenzione sui contribuenti con guadagni medio-alti. La novità principale riguarda l’allargamento della fascia di reddito tassata al 33%, a discapito di quella più alta al 43%.
Le aliquote legate all’Irpef attualmente prevedono:
- il 23% per chi guadagna fino a 28.000 euro lordi
- il 33% per la fascia tra 28.000 e 50.000 euro euro lordi
- il 43% sui redditi superanti la soglia dei 50.000 euro lordi.
Cosa cambia con la riforma
La novità sta nello spostamento della soglia dei 50.000 euro, la quale viene alzata a 55.000 euro. Di conseguenza, i guadagni compresi tra queste due cifre beneficeranno di uno sconto del 10% sulle tasse, passando dal vecchio 43% al nuovo 33%.
Perciò, chi rientra in questa fascia di reddito, o la supera, vedrà l’Irpef ridursi, con un risparmio che può raggiungere un massimo di 500 euro all’anno (circa 41 euro in più al mese in busta paga).
Tale incremento mensile rimarrà fisso a 41 euro anche per tutte le fasce di reddito superiori ai 55.000 euro annui, poiché lo sconto si applica esclusivamente sulla porzione di guadagno compresa in quel preciso intervallo. I lavoratori che non superano la soglia dei 50.000 euro lordi, invece, continueranno a pagare l’Irpef secondo le regole precedenti, senza subire variazioni sull’importo netto percepito in busta paga.
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