Pare che finalmente il campo largo si sia messo al lavoro per definire un vero programma elettorale – e non dovrebbe essere, tutto sommato, una faccenda così difficile. Sono infatti tantissimi i punti di contatto tra i partiti di centrosinistra, a partire dal lavoro e dalle politiche sociali, l’ambito in cui c’è il maggior numero di posizioni condivise: salario minimo, congedo paritario, a cui il Movimento cinque stelle vorrebbe aggiungere il ripristino del reddito di cittadinanza.
Armonia ci dovrebbe essere anche per quanto concerne scuola e sanità, e soprattutto per quest’ultima, per cui tutti sono d’accordo per l’allineamento progressivo alla spesa media dell’Unione Europea e anche alla necessità di uniformare l’offerta sul territorio nazionale. E se in parte le idee riguardo la cittadinanza divergono, sebbene di poco – col PD che vuole coniugare Ius soli e Ius Scholae e M5S, AVS e IV più orientate allo is schole, per quanto riguarda invece l’economia e il fisco c’è l’idea comune di pensare a un’imposta sui redditi più favorevole per i giovani lavoratori
Oltre al nodo del programma, però, c’è lo scoglio delle primarie, già funestato dagli scontri Conte-Renzi, con quets’ultimo che accusa il promo di “polemiche stucchevoli” e proposte che vengono stroncate sul nascere, come quella di AVS che aveva ipotizzato di presentare la storica Michela Ponzani, che però ha categoricamente smentito questa possibilità. Tra i nomi papabili, al momento, oltre a Giuseppe Conti ed Ell Schlein figurano anche Alessandro Onorato per Progetto Civico, Franco Gabrielli per più uno e Riccardo Magi per Più Europa. L’unica certezza è che si tratta di una bella matassa da sbrogliare.
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