Published
1 mese agoon
«La scuola può salvare una vita?». È questa la domanda che attraversa La Preside, la nuova serie tv in onda su Rai 1 dal 12 gennaio, con Luisa Ranieri protagonista nei panni di Eugenia Liguori, una dirigente scolastica determinata, appassionata e pronta a sfidare un sistema che sembra aver rinunciato ai suoi ragazzi.
Al centro della fiction non c’è solo una preside, ma una scuola immersa in un contesto difficile, dove ogni studente porta con sé una storia complessa, fatta di ostacoli, fragilità ma anche di sogni e possibilità. L’ascolto, l’inclusione e il lavoro di squadra diventano gli strumenti fondamentali per avviare un percorso di riscatto educativo e sociale che coinvolge un intero territorio.
La Preside è liberamente ispirata alla storia reale di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano diventata simbolo di coraggio nella lotta contro l’abbandono scolastico. La serie nasce da un’idea di Luca Zingaretti ed è diretta da Luca Miniero, che sceglie un registro narrativo capace di unire denuncia e leggerezza.
Eugenia Liguori accetta il suo primo incarico come preside dell’Istituto Anna Maria Ortese, nell’hinterland napoletano. Una scuola lasciata a se stessa, circondata dal degrado e affacciata su una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa. Tra omertà, corruzione e ostilità diffuse, la nuova dirigente viene inizialmente etichettata come “la pazza” per il suo modo diretto e ostinato di affrontare i problemi.
Nonostante le difficoltà, Eugenia non si arrende. Sfida l’indifferenza delle istituzioni, trova nemici ma anche alleati inaspettati tra docenti, studenti e autorità, dimostrando che non tutti vogliono imparare solo dalla “scuola della strada”. Il valore aggiunto del racconto sta proprio nella sua aderenza alla realtà, che rende ogni passaggio ancora più potente e attuale.
La scelta di raccontare questa storia attraverso la commedia, anziché con toni pietistici, si rivela vincente: nessuna lezione impartita dall’alto, ma la forza dei gesti concreti, come andare a chiamare gli studenti casa per casa o fare l’appello per strada con un megafono. Un linguaggio narrativo efficace per raccontare una vera storia di riscatto.
Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, La Preside si è imposta fin dai primi episodi come una delle fiction più riuscite della stagione. La regia di Luca Miniero, unita a una colonna sonora energica e a un ritmo narrativo vivace, rende la visione scorrevole e coinvolgente, spingendo lo spettatore a parteggiare immediatamente per la protagonista.
Parallelamente al suo impegno professionale, Eugenia deve fare i conti anche con la vita privata: l’esposizione mediatica e i rischi legati alla sua battaglia mettono in tensione gli equilibri familiari, mentre i figli faticano ad accettare l’attenzione che la madre dedica ai suoi studenti.
Luisa Ranieri offre una prova intensa e convincente, muovendosi con naturalezza tra dramma e ironia. Accanto a lei spiccano Claudia Tranchese, nei panni dell’insegnante Carla Cozzolino, e Alessandro Tedeschi nel ruolo del professor Vittorio Leoni, arrivato da Trento con il desiderio di cambiare le cose.
Tra gli studenti emergono volti e storie capaci di lasciare il segno: da Ludovica Nasti, studentessa modello Lucia Ruotolo, alla coppia formata da Francesco Zenga e Pasquale Brunetti, che interpretano i due scapestrati Nicola e Michele.
La Preside si conferma così una fiction capace di emozionare, denunciare e far riflettere, restituendo alla scuola il suo ruolo più autentico: quello di luogo di speranza, legalità e futuro.
Potrebbe interessarti anche:
___
Continua a seguirci su Facebook e scopri gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.


