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Lee Cronin – La mummia // RECENSIONE

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Lee Cronin – La mummia era un film atteso da tutti i fan del regista del reboot La casa – Il risveglio del male; come tuttavia spesso accade quando un regista viene glorificato e intorno a una pellicola gira molto hype, anche in questo caso i risultati sono stati deludenti. Non si tratta di un prodotto da cestinare completamente (soprattutto grazie al comparto tecnico) ma possiamo dirlo senza remore: più che un horror, è un film grottesco che spinge più sul disgusto che sulla paura.

Ma andiamo con ordine: di cosa parla questa pellicola?

Lee Cronin – La mummia: di cosa parla?

Tutto inizia quando Katie, primogenita del reporter Charlie Cannon e di sua moglie Larissa, americani che vivono al Cairo, viene rapita da una donna misteriosa. Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine egiziane, la bambina non viene ritrovata per molto tempo.

Dopo otto anni Katie viene finalmente salvata e il suo ritrovamento avviene in circostanze assai misteriose: la ragazzina era infatti stata chiusa in un sarcofago di pietra, sarcofago caduto da un aereo schiantatosi nelle vicinanze del Cairo. Sebbene le condizioni di Katie, ridotta a uno stato catatonico e coperta di piaghe, siano miserevoli, la famiglia è comunque felice di averla di nuovo con sé.

Quando i Cannon tornano a casa, negli States, appare tuttavia chiaro che in Katie ci sia qualcosa di sbagliato che va oltre la malattia: in un crescendo di accadimenti misteriosi e inquientanti, presto Charlie e Larissa dovranno affrontare il male che si nasconde dentro la loro bambina. Riusciranno a salvarla dall’oscurità che la possiede?

Tantissimi problemi… e nemmeno una mummia

Sono diversi i problemi di questa pellicola: il primo è il titolo. Oltre all’antipatica pretenziosità di inserire il nome del regista nel titolo, purtroppo anche il significato è sbagliato: tecnicamente, non c’è nessuna mummia.  questo film, che era stato presentato come una nuova versione de La mummia, somiglia invero più a L’esorcista: c’è un demone, una possessione e una bambina che nasconde il male dentro di sé; di mummie nessuna traccia.

Purtroppo, però, non è finita qui. I personaggi, già scarsamente caratterizzati, non fanno mai scelte credibili: non solo sono irrazionali, ma spesso e volentieri le loro azioni servono solo a far andare avanti la trama – un peccato capitale, in una pellicola come questa. Non aiutano le performance degli attori non sempre all’altezza – in particolare, quelle dei due genitori, Jack Raynor e Laia Costa, sfiorano il grottesco. Grottesca è anche la storia in sé: come abbiamo anticipato, non solo fa più appello al disgusto che alla paura (emetofobici, siete avvisati: è un tripudio di vomito, liquami e dentiere volanti) ma, a condire il tutto, c’è anche un finale poco convincente e un demone che non uccide la sua ospite – cosa che avrebbe portato alla sua facile vittoria – per malmenare gli altri Connor e per tirare per le lunghe la trama; una scelta che, da un essere con diversi millenni sul groppone, sembra abbastanza immatura.

Lee Cronin – La mummia: vale la pena vederlo?

Abbiamo detto che Lee Cronin – La mummia non è un film da buttare: ed è vero. Nonostante la sua eccessiva lunghezza e i suoi numerosi difetti, si lascia guardare e ricorda un po’ i classici film horror incentrati su demoni e possessioni. Non è, comunque, il capolavoro promesso: se siete disposti a passare sopra al fatto che non ci sia nessuna mummia e che sia un film tra tanti, potrebbe farvi divertire e disgustare per un paio d’ore.

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