Fin dallo scoppio della terribile guerra in Ucraina, l’unione Europea ha reagito con diversi pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia ed, in particolare, nei confronti di quelle personalità particolarmente vicine a Putin.
Nel sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, in discussione a Bruxelles in queste ore, rientra anche una sanzione nei confronti del patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa.
La nuova lista, visionata dall’agenzia France Press, dovrà essere ancora approvata dagli stati membri e comprende 58 personalità da sanzionare tra cui ci sono numerosi militari russi e nelle quali figurano la moglie e i figli (una femmina e un maschio) del portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Sappiamo chi siete e sarete giudicati”, ha detto la Presidente Ursula von der Leyen.
La posizione di Krill sul conflitto
É risaputo, oramai, che il patriarca è un fedelissimo di Putin e non si è mai opposto al conflitto, anzi, l’ha sempre giustificato: “La Russia non ha mai attaccato nessuno, ha sempre difeso i confini” sono le sue ultime affermazioni sul conflitto.
Kirill ha spiegato le sue posizioni, vicine al leader del Cremlino, in diversi sermoni con parole molto dure, spiegando che la guerra della Russia in Ucraina “è giusta” perché vanno puniti modelli di vita peccaminosi e contrari alla tradizione cristiana come “il gay pride“ e motiva l’invasione perché “i popoli russo e ucraino hanno una storia comune secolare che risale al battesimo della Russia da parte del santo principe Vladimir”.
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