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Politica

Trump vs Musk: finisce la tregua, tornano gli attacchi e le minacce

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La pace tra Donald Trump e Elon Musk è ufficialmente finita. Dopo settimane di apparente distensione seguite alla lite pubblica di maggio, il presidente degli Stati Uniti e l’imprenditore visionario sono tornati a scontrarsi frontalmente, riaprendo uno dei duelli più imprevedibili e ad alta tensione della scena politica e mediatica americana.

Questa volta, il campo di battaglia sono stati i rispettivi social network  Truth Social per Trump, X (ex Twitter) per Musk – dove i due si sono scambiati accuse, minacce e insulti che non lasciano spazio a dubbi: l’alleanza tra i due uomini più influenti del decennio è ormai un ricordo.

Ad accendere la miccia è stato un post al vetriolo del presidente Trump, che ha attaccato frontalmente Musk e la sua azienda di punta, Tesla.“Senza i sussidi per le auto elettriche,” ha scritto il tycoon, “Elon probabilmente dovrebbe chiudere bottega e tornare a casa in Sudafrica.”

Le parole di Trump hanno avuto un impatto immediato sui mercati: il titolo Tesla ha perso il 7% in poche ore, segno che l’influenza politica del presidente resta fortissima anche sul mondo della finanza.Alla domanda diretta di un giornalista se intendesse procedere con l’espulsione di Musk, il presidente ha risposto seccamente:“Darò un’occhiata.”

Ma Trump non si è fermato qui. In un altro post, ha minacciato di scatenare contro Musk il potente Dipartimento per l’Efficienza del Governo (noto come Doge), l’ente da lui stesso creato per combattere sprechi e frodi nella spesa pubblica.“Il Doge dovrebbe forse guardare con attenzione all’impero di Musk”, ha dichiarato Trump, “visto che riceve miliardi in contratti pubblici. Ci sono sicuramente molti soldi da risparmiare.”

Un chiaro avvertimento che lascia intendere l’intenzione della Casa Bianca di aprire un’indagine sui rapporti finanziari tra le aziende di Musk – in particolare SpaceX, Tesla e Neuralink – e le agenzie federali

Solo pochi anni fa, Musk e Trump sembravano una coppia affiatata: il presidente lo chiamava “il mio genio preferito”, mentre Musk difendeva pubblicamente alcune scelte dell’amministrazione. Ma le divergenze su intelligenza artificiale, politiche ambientali e libertà d’espressione hanno progressivamente allontanato i due.

Il tentativo di rappacificazione, avviato lo scorso maggio con un incontro a porte chiuse a Mar-a-Lago, è durato poco. La situazione è ora degenerata in uno scontro personale che rischia di avere ripercussioni politiche, economiche e istituzionali.

Dietro lo scontro tra due ego titanici si nasconde una posta ben più alta: il controllo sul futuro tecnologico e industriale degli Stati Uniti. Trump punta a ridurre la dipendenza da aziende private nei settori chiave come l’aerospazio e la mobilità elettrica, mentre Musk – spesso critico verso il “governo inefficiente” – continua a proporsi come alternativa privata alle istituzioni federali.

Nel frattempo, il mondo osserva con crescente preoccupazione questa faida tra due protagonisti del nostro tempo, il cui conflitto potrebbe condizionare non solo la politica americana, ma anche il destino di interi settori economici.

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