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Washington, 26 luglio 2025 – Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, attraverso l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), ha annunciato nuove sanzioni contro una società di facciata nordcoreana e tre individui coinvolti in un sofisticato schema di frode informatica. L’obiettivo dell’operazione era quello di generare entrate illecite per finanziare il regime di Pyongyang e i suoi programmi nucleari e missilistici.
Le sanzioni colpiscono la Korea Sobaeksu Trading Company (nota anche come Sobaeksu United Corporation) e tre cittadini nordcoreani: Kim Se Un, Jo Kyong Hun e Myong Chol Min. Secondo quanto riferito dall’OFAC, questi soggetti avrebbero operato per eludere le sanzioni imposte sia dagli Stati Uniti sia dalle Nazioni Unite, sfruttando una rete globale di lavoratori IT sotto copertura.
Lo schema prevedeva l’invio da parte del regime nordcoreano di professionisti IT altamente qualificati in paesi come Cina, Russia e Vietnam, i quali ottenevano impieghi da remoto presso aziende statunitensi e internazionali utilizzando documenti falsi, identità rubate e profili fittizi. In alcuni casi, questi individui sono riusciti a penetrare nei sistemi informatici delle aziende, introducendo malware e sottraendo dati sensibili.
Una particolarità emersa durante le indagini riguarda l’uso ricorrente, quanto curioso, di personaggi come i Minions nei profili social e indirizzi email di questi lavoratori falsi.
Secondo il Tesoro americano, il regime nordcoreano tratteneva la maggior parte dei compensi guadagnati dai lavoratori IT, accumulando centinaia di milioni di dollari destinati a finanziare programmi bellici illegali.
La rete ha visto anche il coinvolgimento di cittadini statunitensi. In un caso recente, Christina Marie Chapman, 50 anni, dell’Arizona, è stata condannata a 8 anni e mezzo di carcere per aver gestito una “laptop farm”, ovvero un sistema di computer dislocati sul territorio statunitense che venivano controllati da remoto da lavoratori nordcoreani. L’obiettivo era far sembrare che gli impiegati operassero fisicamente dagli USA.
Chapman ha ammesso la propria colpevolezza e, oltre alla condanna detentiva, dovrà sottoporsi a tre anni di libertà vigilata, restituire $284.556 destinati ai nordcoreani e versare $176.850 in sanzioni pecuniarie.
Durante un’operazione dell’FBI nell’ottobre 2023, sono stati sequestrati oltre 90 laptop presso la sua abitazione, oltre a ulteriori dispositivi localizzati all’estero, inclusi alcuni spediti in città cinesi vicine al confine con la Corea del Nord.
La rete ha colpito oltre 300 aziende e agenzie governative statunitensi, tra cui una delle prime cinque emittenti televisive, un’importante azienda tecnologica della Silicon Valley, un produttore aerospaziale, una casa automobilistica, una catena di negozi di lusso e una compagnia media e d’intrattenimento. In alcuni casi, i lavoratori IT hanno anche tentato — senza successo — di ottenere impieghi presso due agenzie federali degli Stati Uniti.
Il Dipartimento del Tesoro ha sottolineato che questa operazione è parte di un impegno più ampio del governo americano per smantellare i meccanismi di finanziamento illegale del regime nordcoreano.
“Il nostro impegno è chiaro: continueremo a perseguire chiunque favorisca le attività di elusione delle sanzioni che alimentano l’agenda destabilizzante del regime di Kim Jong-un”, ha dichiarato il direttore dell’OFAC, Bradley T. Smith.
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