Published
3 anni agoon
By
Rita Paruano

Lo avreste mai detto? Ebbene, le stelle di Hollywood, dagli attori agli sceneggiatori hanno dato il via al primissimo sciopero congiunto. Un evento che in realtà non si vedeva dal 1960. Il sindacato degli attori, che rappresenta 160 mila iscritti, ha votato all’unanimità in seguito al fallimento del tentativo di un accordo in extremis con gli studios. Si ritiene che si tratti del più grande sciopero in 40 anni degli attori di cinema e tv e ciò potrebbe portare al ritardo della realizzazione di molte serie tv e film.
In realtà vi sono più ragioni, la più rilevante, forse, la richiesta di maggiori tutele economiche, sanitarie, maggiori royalties nel caso di estensione dei contratti quando i titoli da loro scritti vanno in streaming e rassicurazioni decisive sulla limitazione dell’uso dell’intelligenza artificiale, che per molti potrebbe sostituire in futuro la scrittura umana. Altrettanto rilevante, la richiesta di limitazione allo sfruttamento illimitato e perpetuo della loro immagine e anche qui paletti all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di altri strumenti digitali di alterazione dei volti e così via. La nota dei sindacati cita:
“Dopo più di quattro settimane di trattativa, l’Alliance of Motion Picture and Television Producers (Amptp), l’associazione che rappresenta i principali studi di produzione e di streaming – tra cui Amazon, Apple, Disney, NBCUniversal, Netflix, Paramount, Sony e Warner Bros Discovery – non si è mostrata disponibile a offrirci un accordo equo. Dall’inizio dei negoziati, il 7 giugno, i nostri rappresentanti hanno investito ogni giorno, fine settimana e festività, a lavorare per un accordo che proteggesse noi attori e artisti. Negli ultimi dieci anni, il nostro compenso è stato gravemente eroso dall’ascesa dello streaming. Inoltre, l’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia cruciale per le professioni creative e tutti gli attori e gli artisti meritano un contratto che li tuteli dallo sfruttamento del proprio volto e talento senza consenso e retribuzione. L’Amptp ha negato che gli enormi cambiamenti in corso nell’industria dello spettacolo e nell’economia in generale abbiano un impatto nefasto su chi lavora per loro. Le risposte dei produttori alle nostre proposte non sono state adeguate. I 90 anni della nostra storia sindacale, sono la prova di quello che possiamo raggiungere se restiamo uniti e determinati. Per il futuro della nostra professione, restiamo uniti”.
Gli studios hanno così risposto: “Siamo profondamente delusi dal fatto che la Sag-Aftra abbia deciso di abbandonare la vertenza. È stata una scelta del sindacato, non nostra. Ha respinto la nostra offerta di un aumento storico dello stipendio minimo e dei diritti d’autore, tetti molto più alti ai contributi pensionistici e sanitari e una protezione rivoluzionaria dall’intelligenza artificiale. Invece che continuare a trattare, il sindacato ci mette tutti in una situazione che aggraverà le difficoltà economiche di chi lavora nell’industria dello spettacolo e dipende da essa per il proprio sostentamento”.
So che potrebbe essere la domanda di molti, tuttavia c’è da dire che alcune stime dicono che tra il 90 e il 95% degli iscritti al sindacato degli attori in realtà riceve compensi minimi e spesso deve trovarsi altre occupazioni parallele per vivere, per non parlare della disoccupazione diffusa. Tra gli scioperanti anche nomi importanti: Cillian Murphy, Robert Downey Jr., Matt Damon ed Emily Blunt.
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