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2 anni agoon
By
Redazione
Il crescente razzismo rivolto alle persone di origine africana si sta manifestando in Italia e in tutta Europa, evidenziando discriminazioni rilevanti soprattutto nell’occupazione e nell’accesso alle abitazioni. Queste persone, sebbene l’80% di loro abbia un lavoro, affrontano discriminazioni significative: il 49% dichiara di essere stato soggetto a discriminazioni raziali durante i colloqui di lavoro, la percentuale più alta in tutta l’Unione Europea.
Il rapporto, basato su interviste condotte in 13 Stati membri, evidenzia un aumento delle discriminazioni rispetto al passato, passando dal 24% al 34% a livello europeo e dal 23% al 33% in Italia, in particolare nel campo occupazionale. A livello europeo, il 28% dei partecipanti all’indagine ha riportato discriminazioni nella ricerca di lavoro, mentre in Italia questa percentuale raggiunge il 49%, risultando la più elevata tra i paesi analizzati.
Queste discriminazioni impattano significativamente le condizioni di vita, con il 52% delle persone di origine africana in Italia che vive in alloggi sovraffollati, il 42% che affronta difficoltà economiche e solo il 2% che possiede una casa di proprietà (contro l’11% della media europea).
Il razzismo non si limita solo a discriminazioni quotidiane ma può sfociare anche in violenze: il 4% dei partecipanti in Europa e l’1% in Italia ha subito violenze fisiche legate al colore della pelle o alla religione. Tali dati, sebbene diversi tra i paesi, sottolineano un problema serio e persistente che richiede azioni concrete e immediate per garantire uguaglianza e dignità a tutti i cittadini, indipendentemente dall’origine etnica.
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