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2 anni agoon
Josi Gerardo Della Ragione, Sindaco di Bacoli, non ha dubbi: le parole del ministro Nello Musumeci sono più dannose del terremoto. Il ministro, negli scorsi giorni, aveva infatti parlato della possibilità di innalzare al livello arancione l’allerta per i Campi Flegrei, scatenando la reazione dei Sindaci della zona.
Nella nota stampa di qualche giorno fa, il ministro Musumeci aveva scritto riguardo la possibilità di un aggravamento della situazione dei Campi Flegrei, con conseguente innalzamento del livello di allerta da giallo ad arancione.
Secondo i Sindaci, il ministro avrebbe usato toni inutilmente allarmistici – tanto più che la relazione della Commissione Grandi Rischi non è “di univoca interpretazione”: non tutti gli scienziati coinvolti nell’analisi sono stati infatti concordi nell’affermare che nel fenomeno del bradisismo dell’area Flegrea potrebbe essere coinvolto il magma.
Le parole di Musumeci hanno messo in allarme circa mezzo milione di persone: per questo, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, insieme al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e al già citato Josi Gerardo della Ragione avevano pubblicamente chiesto di “fare molta attenzione ai termini usati per la comunicazione, tenendo conto degli effetti sulla popolazione e sull’economia dei Campi Flegrei”.
Sebbene oggi Musumeci abbia deciso di usare toni più pacati, conferma tuttavia che la direzione verso cui ci si sta muovendo è proprio l’innalzamento dell’allerta, aggiungendo che ci sarà anche una zona rossa del bradisismo. Una volta identificatone il perimetro, si provvederà ad accertare la vulnerabilità dell’edificato.
“Lo stato di allerta arancione nei Campi Flegrei” commenta Josi Gerardo Della Ragione “rappresenterebbe una pandemia-bis per 500mila persone. Le parole sbagliate del ministro Musumeci stanno facendo molti più danni delle scosse di magnitudo 4.2: si tratta di allarmismo abnorme, non supportato da dati scientifici. Si rischia un’enorme depressione economica e sociale che farà scappare le persone – non per il bradisismo, ma per la conseguente crisi lavorativa. Bisogna realizzare le vie di fuga, anziché costringere alla fuga i cittadini.”
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