La legge sull’autonomia differenziata riceve uno stop. La norma legislativa pensata per garantire una forma di autonomia differenziata alle varie regioni d’Italia è incostituzionale.

La legge sull’autonomia differenziata suscita dubbi
La legge sull’autonomia è considerata incostituzionale in sette punti. A fare ricorso sono le regioni la Campania, la Sardegna, la Puglia e la Toscana. La norma non è completamente cancellata, ma ci sono alcuni aspetti che suscitano perplessità, motivo per cui è messa in pausa. Ci sono sette nodi da sciogliere, necessari di modifiche.
Si tratta di una clamorosa sconfitta per il Ministro Roberto Calderoli, primo sostenitore della legge. Ecco le sue dichiarazioni: “La decisione della Corte costituzionale ha chiarito in maniera inequivocabile che la legge sull’autonomia differenziata nel suo insieme è conforme alla Costituzione. Su singoli profili della legge attenderemo le motivazioni della sentenza, per valutare gli eventuali correttivi da apportare“.
Esultano invece i partiti dell’opposizioni, in primis i governatori delle quattro regioni “ribelli”. Sono soddisfatti anche Bonelli e Fratoianni, che qualche settimana fa avevano organizzato una raccolta firma per abrogare la legge. In pochi mesi sono state raccolte trecentomila adesioni.
Sono soddisfatti anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ed Elly Schlein, capo del Partito Democratico. Più delusione emerge invece dai leader dei partiti della Lega.
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