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Longlegs // RECENSIONE

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Un horror che sa come fare bene il suo lavoro: questo è Longlegs, un film che sa tenere alta la tensione e che potrebbe far capolino negli incubi notturni degli spettatori.

Longlegs: di cosa parla?

Nell’Oregon degli anni ‘90, sul campo di una scena del crimine l’agente dell’FBI Lee Harker ha un’intuizione che la porta a essere assegnata alla squadra speciale che indaga su una serie di omicidi-suicidi inspiegabilmente collegati tra loro.

In tutti e dieci i casi esaminati, il padre uccide moglie e figlie – tutte nate il quattordici di un dato mese – per poi togliersi la vita. Oltre la coincidenza, sembrerebbero casi separati, ma su ogni scena del crimine viene ritrovata una lettera in codice firmata con il nome di “Longlegs”.

Tra bambole inquietanti, istituti psichiatrici e continui richiami al misterioso inquilino del piano di sotto, l’agente Lee indaga su ciò che sta accadendo e scopre di avere un interesse personale legato ai brutali omicidi.

Paure adulte e terrori infantili

Longlegs è il film horror indipendente che ha incassato di più al botteghino negli ultimi dieci anni e non è difficile capire perché. A partire dalla scelta indovinata del cast, con l’espressiva Monroe nel ruolo dell’agente Lee e un Nicolas Cage tanto irriconoscibile quanto inquietante, fino a temi toccati dalla pellicola.

Longlegs funziona perché si muove, contemporaneamente, su due piani: una paura esplicita e adulta abitata da serial killer, demoni e mostri; e un terrore sottile, antico e infantile, infestato dall’impotenza e dai ricordi rimossi, da madri folli, inaffidabili, che non sai se finiranno per ucciderti o per salvarti.

Il veleno sta nella dose

Il film gioca molto con i colori, con le inquadrature lunghe, i silenzi, i panorami desolati e riempie lo spettatore d’angoscia dall’inizio alla fine. Ci sono pochi jumpscare – Longlegs non ne ha bisogno per spaventare – e quelli presenti sono ben fatti, messi al posto giusto, mai eccessivi.

Oz Perkins, il regista, sa che il veleno sta nella dose e misura molto bene gli elementi che compongono questa pellicola – gore, thriller e nostalgia si uniscono in un mosaico da incubo capace di regalare un brivido anche agli spettatori più smaliziati.

Longlegs: vale la pena vederlo?

Longlegs, in conclusione, è davvero un bel film horror, in un certo senso classico – nella pellicola ci sono molti omaggi e citazioni a capolavori del genere – ma anche innovativo.

Per chi ama le storie paurose, è un chicca putrescente da non lasciarsi sfuggire.

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