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Cronaca

Impronte Garlasco: nuova perizia conferma le vecchie analisi

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Impronte Garlasco: nuova perizia conferma le vecchie analisi

Le ultime analisi sul caso Garlasco non introducono elementi nuovi rispetto alle prime indagini. La nuova perizia sulle impronte Garlasco, realizzata dal consulente Giovanni Di Censo su incarico della Gip, ha confermato la validità dei rilievi effettuati nel 2007. Le due impronte digitali leggibili trovate sulla porta d’ingresso della villetta di via Pascoli sono risultate appartenere a Marco Poggi, fratello della vittima Chiara Poggi, e a un operatore di polizia scientifica presente sulla scena del crimine durante i rilievi iniziali.

L’esame fa parte dell’incidente probatorio dell’indagine in cui è coinvolto Andrea Sempio. Tuttavia, i risultati non aggiungono alcun elemento innovativo alle ricostruzioni già note, mantenendo sostanzialmente invariato il quadro investigativo costruito negli anni successivi al delitto.


Impronte della vittima su oggetti domestici

Il perito Giovanni Di Censo ha anche analizzato altre sei impronte trovate all’interno della casa di Garlasco. Tali impronte Garlasco sono risultate appartenere a Chiara Poggi e sono state individuate su una confezione di cereali in cellophane e su un sacchetto della spazzatura presente in cucina. Si tratta di tracce compatibili con le normali attività domestiche della giovane, elementi che non indicano movimenti sospetti o contatti anomali prima dell’aggressione.


Una perizia che non cambia il quadro delle indagini

Il nuovo esame tecnico, pur condotto con strumenti aggiornati, non ha modificato le conclusioni investigative stabilite nel corso dei diciotto anni passati dal delitto. Le impronte Garlasco confermano l’esattezza dei rilievi svolti subito dopo l’omicidio del 13 agosto 2007, che costò la vita a Chiara Poggi. Al momento non emergono indizi nuovi o ulteriori prove in grado di orientare diversamente l’inchiesta. Gli inquirenti attendono eventuali ulteriori riscontri, ma l’esito di questa perizia conferma che la verità giudiziaria rimane ferma alle ricostruzioni iniziali.

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