Articolo di Federica Moccia- Poche ore fa si è tenuto il Gran Premio d’Australia, il primo del 2026, a Melbourne. Un esordio di stagione non da poco, dove i colpi di scena non sono mancati dal primo giro delle prove libere all’ultimo della gara.
Prove libere, segnali contrastanti
Venerdì, arrivano i tifosi dall’Australia e dal resto del mondo. Il circuito dell’Albert Park si colora di magliette e cappelli indicanti i diversi team. L’aria si riempie di elettricità. Le macchine scendono in pista, si alzano urla per ogni pilota che passa. È l’inizio di una nuova era.![]()

Ed ecco, quando nessuno se lo aspettava, che le due Ferrari conquistano i due tempi migliori: Leclerc primo con un lap time di 1:30.267, Hamilton dietro di lui di solo 0.469 secondi. Le speranze degli italiani iniziano a salire.
Ma nulla è da dare per certo, perché già solo alla seconda sessione di prove libere (quindi poche ore dopo), a primeggiare sono la McLaren di Piastri e le due Mercedes (Antonelli e Russell): quarto tempo per Hamilton e quinto per Leclerc.
Sembra essere arrivati a un compromesso durante l’ultima sessione, dove, infatti, vediamo primo Russell, secondo e terzo le Ferrari.
Le qualifiche, tra incertezze e gioie
Inizio incerto per molti piloti: la Williams di Sainz non scende proprio in pista; l’Aston Martini di Alonso, che si diceva non potesse girare proprio a causa di problemi al motore, riesce a competere ma viene comunque tagliata fuori dalla Q2; l’evento più sorprendente è stato l’incidente di Verstappen, che per un bloccaggio ad una ruota posteriore è finito contro una barriera; Antonelli, che dopo il suo di incidente avuto durante la terza sessione di prove libere (quindi poco prima dell’inizio delle qualifiche) pensava di non potere partecipare, è stato “graziato” dalla bandiera rossa causata dalla Red Bull del quattro volte campione del mondo.
Quelle dell’Australia sono state qualifiche estremamente combattute, dove ogni team ha potuto mostrare quanto del nuovo regolamento avessero capito e quanto lo potessero forgiare a loro favore.
Le due Mercedes prendono controllo della prima fila, con Russell in pole position, seguite dalla Red Bull di Hadjar, la 16 di Leclerc, le due McLaren e la 44 di Hamilton.
Il Gran Premio d’Australia
Che emozione i primi giri! Non si vedeva una competitività e dell’azione del genere sulla pista da anni. Sembra essere finalmente finito il periodo di monopoli di una singola scuderia. I sorpassi continui tra Russell e Leclerc saranno certamente la cosa che tutti si ricorderanno di questa gara, come anche l’incidente di Piastri prima ancora di arrivare sulla griglia di partenza. Spettacolare, inoltre, l’esordio di Lindblad, classe 2007, che al suo primo Gran Premio è riuscito a portare a casa già 4 punti.

Dopo 58 giri di pura emozione, due virtual safety car e più e più lotte per salire su quei famigerati gradini del podio, le posizioni giunti al termine erano le seguito: P1 Russell (Mercedes), P2 Antonelli (Mercedes), P3 Leclerc (Ferrari), P4 Hamilton (Ferrari), P5 Norris (McLaren), P6 Verstappen (Red Bull), P7 Bearman (Haas), P8 Lindblad (VCARB), P9 Bortoleto (Audi), P10 Gasly (Alpine), P11 Ocon (Haas), P12 Albon (Williams), P13 Lawson (VCARB), P14 Colapinto (Alpine), P15 Sainz (Williams), P16 Perez (Cadillac), P17 Stroll (Aston Martin), DNF Alonso (Aston Martin), DNF Bottas (Cadillac), DNF Hadjar (Red Bull), DNS Piastri (McLaren), DNS Hulkenberg (Audi).
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