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Africa

Kenya: rivolta di sangue e marcia indietro del governo

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Erano anni che in Kenya non si vedevano scene del genere: una protesta violenta ha portato, nelle ultime ore, alla morte accertata di almeno 13 persone. 

Cos’è successo in Kenya?

Nel Paese dell’Africa Orientale è scattata, all’indomani della nuova finanziaria governativa, la protesta popolare contro l’aumento delle tasse su beni e servizi.

A Nairobi, dopo l’approvazione della stessa finanziaria, migliaia di manifestanti hanno preso d’assalto il Parlamento e sono diventati virali sui social alcuni video che mostrano la devastazione all’interno degli edifici.

Il parlamento keniano ha quindi autorizzato la scelta del governo di dispiegare i militari in tutto il Paese per affrontare i manifestanti. Amnesty International segnala 52 arresti, oltre a 21 persone “rapite o scomparse per mano di agenti in uniforme e non”. Si tratta perlopiù di attivisti o influencer che si erano schierati, tramite le loro pagine social, a favore delle proteste antigovernative.

Ruto: “Uno dei giorni più bui”

William Ruto, intervenuto sulle televisioni nazionali dal palazzo presidenziale, ha bollato la terribile giornata di violente proteste come “uno dei giorni più bui della storia della democrazia in Kenya”.

Le immagini girate dalle televisioni locali hanno mostrato al mondo una parte dell’edificio che ospita il Parlamento in fiamme. Tra le immagini più iconiche che sono giunte a noi c’è sicuramente quella che raffigura il parlamentare Tindi Mwale, che esce correndo sotto il lancio di pietre dei manifestanti. Lontane, due camionette della polizia in fiamme, e persone che portano sulle spalle sedie e mobili depredati durante la sommossa.

La polizia ha sparato lacrimogeni e, secondo alcune testimonianze, anche dei proiettili.

Un giornalista è rimasto ferito

Anche il giornalista keniota Collins Olunga, dell’agenzia di stampa francese AFP, è rimasto ferito negli scontri e ricoverato in ospedale. Tra i manifestanti segnalata anche l’attivista, sociologa e giornalista Rita Auma Obama, sorellastra dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il sito Kenyans ha denunciato che il personale e i volontari della Croce Rossa sono stati attaccati dalla polizia ed alcuni di loro sono rimasti feriti. Gli episodi più incresciosi si sono verificati nei pressi della basilica della Sacra Famiglia, dove medici e personale sanitario della Croce Rossa allestivano tende di fortuna per soccorrere i manifestanti feriti.

Il presidente del Kenya fa marcia indietro

I contestatori chiedevano il ritiro della legge finanziaria che voleva raccogliere 2,7 miliardi di dollari di tasse per ripianare un enorme buco di bilancio, e quando quella legge è stata firmata è scoppiata la rivolta. Perché la legge entrasse in vigore mancava solo la firma del Presidente William Ruto, che tuttavia dopo queste vicende di sangue ha deciso di non firmare.

Ruto, infatti, al culmine dell’assalto di ieri al Parlamento e della violenta risposta della polizia, ha annunciato il ritiro della legge finanziaria. È tornato sui suoi passi dicendo: “Ascolteremo la voce dei cittadini”.

Cosa succederà adesso?

Via libera dunque alla serie di emendamenti che i deputati dovranno prendere in considerazione, con i punti chiave che dovranno essere modificati.

Riporta il quotidiano “The Star” che il Presidente si è detto vicino ai giovani kenioti – i protagonisti dei moti di protesta – cui tende non solo a far partecipare ma proprio a far “gestire gli affari del Paese” al fine di elaborare nuovi metodi di raccolta delle entrate.

Quanto al cordoglio per le vittime, ha assicurato che ne verrà dato conto. Il ministro della Difesa Aden Bare Duale ha difeso la scelta di schierare anche i militari come “risposta all’emergenza sulla sicurezza causata dalle violente proteste in corso” in tutto il Paese “che hanno provocato la distruzione delle infrastrutture“.

Anche la Casa Bianca ha invitato alla calma in Kenya. “Gli Stati Uniti stanno monitorando attentamente la situazione a Nairobi. Condanniamo la violenza in tutte le sue forme e invitiamo alla calma” ha dichiarato un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale.

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