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6 mesi agoon
Si chiama “FantaSanto” ed è l’ultima iniziativa di don Roberto Fiscer, sacerdote genovese conosciuto per il suo stile moderno e per il suo modo diretto di comunicare con i giovani. Il “prete influencer” ha deciso di unire fede e gioco per coinvolgere i suoi studenti in un percorso educativo diverso dal solito.
L’idea nasce prendendo spunto dai celebri Fantacalcio e FantaSanremo, due giochi molto amati dai ragazzi. Da qui l’intuizione di creare una versione a tema religioso, capace di insegnare divertendo.
Quest’anno don Roberto ha iniziato a insegnare religione cattolica in una scuola media del quartiere di San Martino, a Genova. Sin dai primi giorni ha cercato un modo nuovo per attirare l’attenzione degli alunni, spesso distratti e poco coinvolti.
Gli studenti vengono divisi in squadre e ricevono una quantità di crediti virtuali, chiamati “credici”. Con questi potranno “comprare” figurine dei santi, ognuna con caratteristiche e valori diversi.
Ogni settimana, attraverso i suoi canali social, don Roberto pubblicherà regole, aggiornamenti e curiosità sui vari santi. In questo modo i ragazzi potranno imparare giocando e scoprire figure spesso poco conosciute.
Il gioco non è fine a sé stesso. Durante le lezioni, gli studenti approfondiranno temi religiosi collegati al programma scolastico. In prima media si partirà dai santi per arrivare alla storia di Gesù. In seconda il percorso sarà dedicato alla vita della Chiesa. Infine, in terza media, si parlerà di morale e scelte di vita. “L’obiettivo – spiega don Roberto – è far capire che la fede non è un dovere, ma una scoperta continua. Quando un ragazzo impara divertendosi, il messaggio resta nel cuore”.
Secondo il don Roberto Fiscer, l’insegnamento religioso deve essere partecipato e concreto. Non solo teoria, ma anche esperienza. “I santi non sono personaggi lontani – sottolinea – sono persone reali che hanno saputo vivere la fede nella vita di tutti i giorni”. Il “FantaSanto” vuole mostrare ai giovani che credere può essere anche gioioso e coinvolgente, proprio come una sfida di squadra.
Il successo dell’iniziativa è andato oltre le aule. Molti genitori e colleghi insegnanti hanno espresso curiosità e apprezzamento per il progetto. Don Roberto sta già pensando di estenderlo ad altre scuole o di creare una versione online, aperta a studenti di tutta Italia. “Se un gioco può aiutare un ragazzo ad avvicinarsi a Dio – conclude – allora ne sarà valsa la pena. La fede può essere anche un sorriso, un gruppo unito, una scoperta che nasce dal divertimento”.
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