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4 giorni agoon
Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina in Molise subito dopo Natale, è stato ascoltato. Dopo di lui anche l’altra figlia, Alice Di Vita, che è sempre stata bene durante il periodo natalizio, ha subito l’interrogatorio. Anche la cugina, e vicina di casa della famiglia, è stata interrogata dalla Procura.
Da quanto è emerso, Antonella di Ielsi, 5oenne, e Sara Di Vita, 15enne, sono morte per sospetto avvelenamento tre mesi fa.
Di Vita è indagato per omicidio volontario ed è anche aperto un fascicolo che vede indagati per omicidio colposo cinque medici, accusati di aver sottovalutato i malori delle due donne quando sono arrivate in ospedale. Le due erano state rimandate a casa.
Vincenzo Cuzzone, direttore del reparto di Rianimazione, rivela che la signora Antonella prima di morire ha chiesto di vedere la figlia, ma non c’è stato tempo. La donna è deceduta poco dopo.
Gianni Di Vita, dopo le 10 ore di interrogatorio, rilascia questa dichiarazione: “Sono tranquillissimo. E resto infinitamente addolorato per la perdita di mia moglie e mia figlia“. Lui e l’altra figlia erano già stati interrogati, ma questa volta sono stati ascoltati dal procuratore per la prima volta, il quale ha aperto l’accusa di omicidio.
Nelle ultime ore emerge anche la notizia che Arturo Messere, avvocato di Di Vita, la lasciato l’incarico per “motivi contingenti”; date le enormi sollecitazioni a a spiegare il motivo dietro questa scelta, l’uomo chiarisce di essere una persona corretta.
A prendere il suo posto è Vittorino Facciolla, consigliere regionale molisano del Partito Democratico.
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