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3 anni agoon
Per il governo della Repubblica Popolare cinese la povertà all’interno dei confini dello stato non esiste più. Non ci sarebbero più quindi persone che stentano ad arrivare a fine mese, a fare la spesa o che vivono in condizioni disagiate e di conseguenza questa realtà deve essere rispecchiata sui social media.
Assolutamente vietati, quindi, video o contenuti, ma anche discussioni, che mettano in dubbio questa convinzione. Il video di un uomo cinese che accompagna una pensionata che vive in povertà a fare la spesa, ad esempio, è stato subito censurato dalle autorità.
Cancellato anche un altro video di una donna anziana che mostrava quali generi alimentari poteva comprare con 100 yuan, più o meno 13 euro, che era all’incirca la sua pensione mensile.
Le misure sarebbero per dare un’immagine di un Paese con un’economia forte e non bloccata come ha affermato il New York Times: “l’economia ora sta ristagnando e molte persone che hanno beneficiato della precedente crescita temono di tornare in povertà”.
D’altra parte la riduzione della povertà è un punto forte su cui fa leva il governo della Cina per sottolineare e rafforzare la propria presenza.
A marzo, la Cyberspace Administration of China, l’autorità di regolamentazione di Internet del Paese, ha annunciato che avrebbe represso chiunque pubblicasse video o post che “manipolano deliberatamente la tristezza, incitano alla polarizzazione, creano informazioni dannose che danneggiano l’immagine del Partito e del governo, e sconvolge lo sviluppo economico e sociale”.
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