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4 anni agoon
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L’uomo teneva i suoi due figli segregati in casa a Capannelle, in provincia di Roma.
Tapparelle abbassate, finestre chiuse, muffa sulle pareti, maltrattamenti: ecco l’incubo vissuto dai due bambini. Sembrava che non ci fosse nessuno in casa, ma le urla che provenivano dall’interno i vicini le sentivano ogni giorno, eppure nessuno faceva qualcosa.
Il padre 53enne ora è imputato davanti al tribunale di Roma per maltrattamenti in famiglia.
Muffa alle pareti, docce che non funzionavano, finestre chiuse, a terra scatole e buste ovunque: decideva tutto il “capofamiglia”, che segregava i figli e la moglie in casa.
Il padre, che respinge le accuse, ha chiesto di levare il suo cognome ai ragazzi.
“Ero un padre e mi hanno sparato in faccia tutti, esigo che venga tolto il mio cognome a quei ragazzi, mi hanno strappato il cuore”, ha detto il 53enne.
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