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Storie e leggende

Perché il venerdì 17 è un giorno sfortunato?

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Oggi è venerdì 17 e, in quanto italiani e soprattutto napoletani, forse sarebbe meglio restarsene a casa. Ma perché? Sembrerebbe essere il giorno più sfortunato che ci sia, a causa della combinazione tra il quinto giorno della settimana e il numero 17, entrambi considerati portatori di mala sorte. Scopriamo insieme come questa credenza si è radicata nella cultura popolare italiana.

Venerdì 17 in Italia

La teoria più accreditata per spiegare la iella del numero 17 risale ai tempi dell’Antica Roma. Infatti, in numeri romani, la cifra era scritta XVII, il cui anagramma è VIXI, “Ho vissuto”. Quest’espressione sembrerebbe esprimere il concetto di una vita volta al termine, e quindi fa inevitabilmente pensare alla morte. E chi vorrebbe mai avere un simile presagio fatale?

Un’altra ipotesi è di carattere religioso. Nell’Antico Testamento, infatti, la Bibbia riporta che Dio scatenò il Diluvio Universale proprio il giorno 17, presumibilmente di febbraio.

Anche la sfortuna legata al venerdì è direttamente ispirata alle Sacre Scritture, e in particolare al momento della Passione di Cristo. Come molti sapranno, il Venerdì Santo fu proprio il giorno in cui Gesù fu ucciso. Se considerassimo l’intero calendario, il giorno più sfortunato dell’anno cadrebbe di venerdì 17 novembre. L’undicesimo mese è anche detto “il mese del defunto”, in quanto celebra la festa dei Morti.

Venerdì 13 nel mondo

A differenza dell’Italia, molti paesi del mondo invece ritengono sfortunato il numero 13. Per esempio, nei Paesi nordici, la superstizione ha a che fare con il mito scandinavo in cui 12 divinità avevano organizzato una cena nella Valhalla, la sala nel palazzo del dio Odino. Il malefico Loki, che non aveva ricevuto l’invito, arrivò come 13° ospite e fece commettere un omicidio al dio Hoor. Questo episodio dei miti norreni sembrerebbe aver dato inizio alla reputazione sfortunata del numero 13.

Il numero 13 si ritrova anche nella cultura cristiana, come quantità dei commensali presenti all’ultima cena. E ancora, secondo altre interpretazioni, il venerdì 13 porterebbe iella a partire dai tragici Processi ai Cavalieri Templari. Questi ultimi furono messi in atto dal re Filippo per impossessarsi ricchezze dei Cavalieri, arrestandoli venerdì 13 ottobre 1307.

La superstizione in Italia

La superstizione in Italia è una cultura molto radicata nel folklore locale, tanto da creare vere e proprie abitudini nazionali nel tentativo di sfuggire alla sfortuna. Molte persone evitano di sposarsi e prendere decisioni importanti di venerdì 17, da cui il proverbio “Né di venere né di marte ci si sposa, né si parte né si dà inizio all’arte”. La resistenza alla iella persiste anche nelle scelte economiche, politiche e sociali del nostro Paese. Alcuni esempi? La compagnia aerea Alitalia non prevede un posto 17 sui propri aerei, l’azienda di automobili Renault ha venduto il suo modello R17 in Italia come R177, e alla Cesana Pariol, la pista innevata in Piemonte, la curva 17 era inizialmente chiamata “Senza Nome”.

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