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Europa

Epatite acuta pediatrica di origine sconosciuta

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Nelle ultime settimane, alcuni casi di epatite acuta stanno allarmando le famiglie europee. La malattia sembra avere origini ancora indefinite, ma quel che è certo è che sta colpendo maggiormente i bambini sotto i 10 anni. Il primo caso eclatante di infiammazione acuta al fegato, tanto forte da poter provocare anche l’insufficienza dell’organo, è stato registrato in Scozia lo scorso 5 aprile. Da quel momento, i medici hanno riscontrato casi analoghi in Inghilterra, Spagna, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi e persino negli Stati Uniti. Gli aggiornamenti dell’ECDC (Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie) sembrerebbero attestare circa 100 casi totali in appena due mesi.

Quali sono le cause dell’epatite acuta?

Tra le ipotesi più annoverate dagli esperti, spicca quella dell’origine infettiva, nonostante questi casi di epatite acuta pediatrica non sembrerebbero legati ai tipi di epatite A,B,C o E. Si è supposto un collegamento al coronavirus o ad altre forme di adenovirus, in quanto i medici li hanno riscontrati entrambi nei pazienti colpiti. Le indagini dell’ECDC e dell’OMS in merito sono ancora in corso ma, in compenso, i ricercatori sono sicuri che il vaccino anti-covid è completamente da escludere tra le cause della malattia.

L’allarme è scattato anche nella nostra penisola, dove il Servizio Regionale di Sorveglianza delle Malattie Infettive dell’Istituto Spallanzani si è premurato di condividere la comunicazione del Ministero della Salute. La nota divulgativa ha raggiunto tutte le strutture del Servizio sanitario regionale; per la regione Lazio, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha dichiarato: «Nella nostra regione finora non è stato segnalato nessun caso, ma comunque da giovedì della scorsa settimana, con una circolare della Direzione Salute, è stato elevato il livello di attenzione, fornendo a tutte le strutture della rete l’algoritmo diagnostico raccomandato nel Regno Unito e richiedendo di segnalare i casi di bambini che presentano epatite acuta, con esclusione di diagnosi di epatite da A a E».

I casi di epatite acuta in Italia

Fino a questo momento sembrerebbero già 7 i casi di sospetta epatite registrati in tutta Italia. Le analisi sono ancora in corso ma, in attesa della conferma, gli esperti sono preoccupati dall’anomala frequenza delle segnalazioni. Una delle ultime riguarda un bambino di 3 anni di Prato, portato al pronto soccorso l’altro ieri pomeriggio e adesso ricoverato nel reparto rianimazione del Bambino Gesù di Roma.

Il primario di pediatria dell’ospedale Santo Stefano di Prato, Pier Luigi Vasarri, ha spiegato la dinamica che ha portato alla presunta diagnosi del piccolo paziente: «Il bambino è arrivato con una crisi respiratoria e dolore all’addome: è stato ricoverato la sera di mercoledì ed è peggiorato in modo improvviso il giovedì mattina. Non aveva sintomi riconducibili all’epatite. È dalle analisi al fegato che si è poi capito che poteva trattarsi di un caso sospetto di epatite acuta pediatrica».

Ancora nessuna certezza

I medici hanno ipotizzato anche un presunto caso di coronavirus: nonostante i test siano risultati negativi, il bambino ha riportato un’alta presenza di anticorpi. Considerando che il bambino non è vaccinato, il personale medico crede che possa essere già stato contagiato in precedenza. «Una mia collaboratrice – ha continuato Vasarri – aveva trovato segnalazioni di questa strana epatite, da lì è stato un filone che abbiamo provato a seguire. Nonostante i problemi del bambino fossero respiratori gli indici di citolisi erano di trenta o quaranta volte superiori al valore normale. Abbiamo completato la valutazione riscontrando uno scompenso metabolico che stava progredendo senza che ci fosse una causa precisa. Per fortuna poi il trasferimento del paziente è stato molto veloce».

Per la gravità della forma di epatite acuta che ha colpito il piccolo paziente di Prato, i medici lo hanno ritenuto «candidabile al trapianto di fegato». È un’operazione molto rara per i pazienti di quest’età (3 anni), per questo l’ospedale sta continuando a ripetere tutte le analisi del caso. L’origine dell’infezione sembra essere ancora di incerta definizione, a tal punto che i medici non hanno ancora stato stabilito se questo caso sia collegabile all’epatite acuta pediatrica diffusa negli altri paesi europei. In ogni caso, vista la frequenza delle segnalazioni stranamente più alta della prassi, i medici continuano a essere in stato d’allarme. Ricordiamo che, tra i sintomi più comuni dell’epatite, ci sono l’ingiallimento della pelle e della sclera degli occhi, dolore nella parte alta destra dell’addome, nausea e vomito.

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